Lusso e auto frenano quasi ovunque, ma Ferrari accelera ancora e alza addirittura le stime per la fine dell’anno. La Casa di Maranello nel secondo trimestre ha riportato ricavi netti per 1,712 miliardi, in crescita del 16,2% rispetto all’anno precedente, grazie anche a un aumento delle consegne, salite del 2,7% a quota 3.484 unità. I ricavi da automobili e parti di ricambio sono stati pari a 1,474 miliardi, in crescita del 17,1% o 20,2% a cambi costanti, «grazie al mix prodotti e geografico più ricco, al maggiore contributo delle personalizzazioni e all’aumento dei volumi», spiega Ferrari, aggiungendo che «l’aumento dei ricavi da sponsorizzazioni, proventi commerciali e relativi al marchio a 168 milioni, in crescita del 13,8% o 14,8% a cambi costanti, «è attribuibile alle nuove sponsorizzazioni e alle attività lifestyle».
L’adjusted ebitda del secondo trimestre si è invece attestato 669 milioni, in crescita del 13,7% rispetto all’anno precedente e con un margine del 39,1%. L’adjusted ebit è salito del 17% a 511 milioni, con un margine del 29,9%. I volumi hanno avuto un impatto leggermente positivo (10 milioni) attribuibile alle maggiori consegne rispetto all’anno precedente, spiega Ferrari, sottolineando che «la variazione molto forte e positiva del mix / prezzo (122 milioni) è dovuta principalmente all’arricchimento del mix prodotti, sostenuto dalla Daytona SP3 e dalla vendita di alcune 499P Modificata, all’aumento delle personalizzazioni e al mix geografico positivo trainato dalle Americhe».
Gli oneri finanziari netti del trimestre si sono quasi azzerati. Di conseguenza, l’utile netto adjusted del trimestre è stato pari a 413 milioni, in aumento del 23,6% rispetto all’anno precedente, e l’utile diluito per azione adjusted del trimestre si è attestato a 2,29 euro rispetto a 1,83 euro nel secondo trimestre 2023. Inoltre, la solida generazione di free cash flow industriale, pari a 121 milioni, è stata trainata dall’aumento dell’adjusted ebitda, in parte controbilanciato da spese in conto capitale per 268 milioni, da interessi netti e imposte per 182 milioni e dall’aumento di capitale circolante, fondi e altre voci per 88 milioni. L’indebitamento industriale netto era pari a 441 milioni al 30 giugno 2024, rispetto a una posizione di liquidità netta industriale di 38 milioni al 31 marzo 2024, riflettendo anche il pagamento di dividendi 440 milioni e il riacquisto di azioni proprie per 148 milioni.
La Rossa sottolinea di aver rivisto al rialzo le stime per fine anno e di farlo «sulla base delle seguenti ipotesi per l’anno: mix prodotto e geografico positivo, oltre a personalizzazioni più forti; attività racing, tra cui nuove sponsorizzazioni, impattate dal peggiore posizionamento nel campionato di Formula 1 2023, nonostante il più alto numero di gare nel calendario 2024; contributo delle attività lifestyle al fatturato atteso in aumento, e contestuale investimento per accelerare lo sviluppo; solida generazione di free cash flow industriale, parzialmente assorbita da spese in conto capitale in aumento e versamenti fiscali più elevati». A fine 2024 i ricavi netti sono attesi ora superiori ai 6,55 miliardi, rispetto a una stima precedente che li vedeva superiori ai 6,4 miliardi. L’ebit adjusted è atteso oltre 1,82 miliardi (in precedenza 1,77 miliardi) con un margine superiore al 27,5%. L’ebitda adjusted invece è ora atteso superiore a 2,5 miliardi. Rivisto al rialzo anche l’utile diluito adjusted per azione, atteso superiore a 7,9 euro (prima atteso superiore a 7,5 euro), così come il free cash flow industriale: la precedente previsione lo stimava a fine anno superiore ai 900 milioni, ora è atteso superiore ai 950 milioni. (riproduzione riservata)