Eni chiude il primo semestre 2024 battendo le stime del consenso degli analisti. In particolare, nel secondo trimestre il gruppo ha registrato un utile operativo proforma adjusted di 4,1 miliardi di euro e un utile netto adjusted di 1,5 miliardi di euro. Il flusso di cassa adjusted ha raggiunto i 3,9 miliardi di euro, portando a 7,8 miliardi di euro quello dell’intero semestre e coprendo i fabbisogni per investimenti di 4,1 miliardi e i dividendi per 2 miliardi di euro.
Insieme ai proventi da cessioni relativi principalmente a Plenitude e Saipem per circa un miliardo di euro, il cash flow ha consentito di ridurre l’indebitamento a 12,1 miliardi di euro, dopo l’elevato livello che si era accumulato nel primo trimestre dell’anno per effetto dell’acquisizione di Neptune (2,3 miliardi di euro). Il leverage, che aveva acceso l’attenzione degli analisti, è sceso così a 0,22 al 30 giugno 2024. «La forte generazione di cassa e rigorosa disciplina finanziaria consentono la competitiva remunerazione degli azionisti, con l’accelerazione del programma di buyback», assicura il ceo, Claudio Descalzi.
Si mette in luce, con una crescita due cifre l’Exploration & Production: l’utile operativo proforma adjusted di 3,5 miliardi di euro nel secondo trimestre segna un aumento del 26% rispetto al secondo trimestre 2023 e del 6% su base sequenziale, soprattutto grazie alla crescita della produzione (+6%) a 1,71 milioni di barili al giorno. Bene anche il Global Gas Portfolio, che nel secondo trimestre consegue un utile operativo proforma adjusted di 330 milioni di euro, e Plenitude, con un utile operativo proforma adjusted di 150 milioni di euro (+12%), spinto della migliore performance del business retail e dell’entrata a regime di nuova capacità installata da fonti rinnovabili. Per Enilive, oggetto di trattative in esclusiva con Kkr per la cessione di una quota di minoranza l’utile operativo proforma adjusted è di120 milioni di euro nel secondo trimestre 2024, sostenuto dalle maggiori lavorazioni bio e dal contributo della commercializzazione. Male, invece, la chimica, che resta in rosso con una perdita di 220 milioni di euro nel secondo trimestre 2024 a causa di condizioni di mercato particolarmente sfavorevoli. (riproduzione riservata)