Dopo Goldman Sachs anche Ubs vede rosa per Enel. Il titolo è salito dell'1% da inizio 2024, una performance in linea con quella del settore di riferimento e leggermente superiore a quella dei competitor (-2%). Tuttavia, osserva Ubs in un report di oggi, 2 settembre, il titolo continua a essere scambiato con uno sconto significativo del 20% sulla base del multiplo prezzo/utile 2026 stimato dal consenso degli analisti, probabilmente «a causa della percezione della mancanza di track record da parte del nuovo management e del premio per il rischio sovrano italiano/latinoamericano», spiega la banca d’affari. Ebbene, Ubs ritiene che questo sconto non sia giustificato alla luce della solida realizzazione del piano industriale da novembre 2023, degli sforzi in corso per la semplificazione, della crescita degli utili, del dividendo superiore alla media e della continua riduzione del debito che lascerà l'azienda con un rapporto debito netto/ebitda ben al di sotto di quello dei competitor nonostante un profilo significativamente regolamentato/contrattualizzato a lungo termine.
Dopo i risultati del secondo trimestre del 2024, il management di Enel ha indicato una guidance di ebitda per il 2024 che punta al top del range di 22,1-22,8 miliardi di euro e ha confermato che il dividendo sarà superiore al minimo di 0,43 euro per azione. «Riteniamo che ci sia spazio per sorprese positive con il prossimo aggiornamento del piano al Capital Market Day di novembre: vediamo completato il processo di de-leveraging e ci aspettiamo una rifocalizzazione sulla crescita e sul continuo controllo dei costi. Il nostro nuovo target price sul titolo a 8,25 euro da 7,55 euro implica un rendimento totale di circa il 30%, che ci aspettiamo venga sbloccato dal management. Per cui confermiamo il rating buy su Enel», afferma Ubs. Enel ha già superato il piano di dismissioni da 11,5 miliardi di euro annunciato l'anno scorso, con 10,3 miliardi completati (7,5 miliardi incassati quest'anno) e 2 miliardi in attesa di chiusura. «La riduzione del debito netto di 12,3 miliardi è superiore alle aspettative iniziali ed è stata realizzata in pochi mesi, concludendo anticipatamente lo sforzo di deleveraging. Enel è riuscita a completare il piano vendendo gli asset a un multiplo ev/ebitda 2024 di 10,4 volte, generando 1,5 miliardi di euro di plusvalenze e creando ulteriore valore per 0,30 euro per azione rispetto alla nostra valutazione degli asset», calcola Ubs. A seguito dei risultati del secondo trimestre di quest’anno la banca d’affari ha rivisto il suo modello su Enel, includendo anche l’andamento più recente dei prezzi dell'energia. Ciò comporta un aumento medio del 2/1% dell'ebitda/utile netto per il periodo 2024-2028. Mentre l’aumento più significativo del 15% dell'utile netto reported per il 2024 riflette le plusvalenze derivanti dalle dismissioni.
«Ora siamo allineati con la guidance della società che prevede un utile netto nella fascia alta per il 2024 e leggermente al di sopra per il 2026. Siamo superiori del 4/7% rispetto alla stima del consenso sugli utili per il 2025/2026, il che suggerisce margini di miglioramento delle stime del consenso grazie ai proventi delle operazioni di M&A migliori del previsto e agli sforzi nella riduzione dei costi», precisa Ubs che per quest’anno si aspetta un utile netto in crescita a 6,539 miliardi di euro dai 6,326 miliardi del 2023 e un dividendo in aumento a 0,46 euro per azione (0,43 euro nel 2023), un livello che offre un rendimento del 6,7% con un debito netto in miglioramento a 60,610 miliardi (66,052 miliardi a fine 2023). Debito che il prossimo anno scenderà a 60,084 miliardi a fronte di un utile netto di 6,823 miliardi e di un dividendo stimato a 0,48 euro per azione (yield del 7%). Mentre per il 2026 il debito netto dovrebbe assestarsi a 60,055 miliardi a fronte di un utile netto di 7,18 miliardi e di un dividendo di 0,51 euro per azione (yield del 7,4%). (riproduzione riservata)