Il Fondo monetario internazionale ha rivisto in meglio le previsioni sull'economia globale e, pur con la dovuta cautela, descrive ora un quadro di prospettive in cui sembrano esserci più luci che ombre. "Anche se con una elevata incertezza riguardo alla dinamica della pandemia, un'uscita da questa crisi sanitaria e economica diventa sempre più visibile", afferma la capo economista, Gita Gopinath, nell'introduzione del World Economic Outlook pubblicato in occasione delle assemblee primaverili, sempre tenute in formato virtuale causa Covid-19.
Dopo il meno 3,3% del pil causato dalla crisi pandemica, ora sul 2021 l'istituzione di Washington stima un rimbalzo del 6%, 0,5 punti percentuali superiore alle cifre indicate a fine gennaio, e sul 2022 indica un ulteriore +4,4% (alzato di 0,5 punti). Sugli Usa, dopo il nuovo pacchetto di stimoli varato dall'amministrazione Biden (che ora è a caccia di gettito fiscale) la previsione di ripresa 2021 è stata alzata di 1,3 punti, al +6,4% quest'anno, e di 1 punto sul 2022, al +3,5%. Sull'area euro, invece, il rialzo è stato limitato a 0,2 punti su entrambi gli anni, rispettivamente +4,4% e +3,8%. La Cina, poi, unica grande economia a non aver registrato una recessione nel 2020 (pil +2,3%) è prevista segnare un +8,4% quest'anno (alzato di 0,3 punti) e un +5,6% il prossimo (invariato).
"Grazie all'ingegno della comunità scientifica, abbiamo una molteplicità di vaccini che possono ridurre gravità e frequenza delle infezioni", afferma Gopinath, che evidenzia come "parallelamente, l'adattamento alla vita pandemica ha consentito all'economia di fare bene nonostante la limitata mobilità, spianando la strada a un rimbalzo più forte del previsto in media". La capo economista del Fmi cita i nuovi stimoli Usa, tra i fattori che hanno determinato le revisioni in meglio. "Tuttavia le prospettive presentano sfide intimidenti", avverte, "legate alla divergenza nella velocità di ripresa tra Paesi e all'interno delle stesse economia a ai potenziali danni persistenti dalla crisi". Su queste attese incombe "un elevato livello di incertezza", e al momento molto dipende dalla "corsa" tra vaccinazioni a virus e eventuali progressi su questo fronte potrebbero migliorare le prospettive. All'opposto, "nuove varianti che sfuggono ai vaccini", rileva Gopinath, "possono determinare pesanti revisioni in peggio".
Il Fmi ha anche consistentemente rivisto in meglio le previsioni sulla ripresa economica in Italia di quest'anno, dopo il crollo del pil del 2020. Ora stima un +4,2% dell'economia sul 2021, secondo i dati contenuti nel World Economic Outlook, e un ulteriore +3,6% nel 2022. Si tratta delle prime stime del Fmi sull'Italia dopo l'arrivo del governo Draghi, e il dato di quest'anno è di 1,2 punti superiore alle previsioni aggiornate lo scorso 26 gennaio. Anche il dato sul 2020 (-8,9%) appare meno grave del -9,2% allora stimato. In prospettiva 2026, le attese di crescita risultano però più deboli, pari al più 0,8% l'anno sulla Penisola.
Infine, il debito pubblico italiano sarà pari al 157,1% del pil nel 2021, per poi scendere al 155,5% nel 2022 e al 151% nel 2026. Il rapporto deficit/pil, salito al 9,5% nel 2020, calerà all'8,8% nel 2021, al 5,5% nel 2022 per attestarsi all'1,8% nel 2026. Si trascineranno anche il prossimo anno gli effetti negativi della crisi pandemica sulla disoccupazione: secondo le ultime previsioni del Fondo monetario internazionale, dal 9,1% toccato nel 2020, il tasso dei disoccupati salirà al 10,3% quest'anno nella Penisola, e ulteriormente all'11,6% nel 2022. (riproduzione riservata)