Dopo una serie di trimestri con il freno a mano tirato per il settore fintech, sia a livello di valutazioni che di investimenti, tornano segnali di grande ottimismo per l’industria. Protagonista è SumUp, startup britannica specializzata in sistemi di pagamento elettronici per imprese, che ha chiuso un round da 285 milioni di euro guidato da Sixth Street Growth con la partecipazione di Bain Capital Tech Opportunities, Fin Capital e Liquidity Group. Una forte iniezione di risorse per un’azienda che, secondo quanto riportato dal portale specializzato CB Insights, è già valutata 8,5 miliardi di dollari.
I capitali raccolti, informa una nota, saranno utilizzati per espandere la presenza di SumUp sul mercato a livello globale e ampliare l’offerta di prodotti e servizi per la clientela degli esercenti. Già presente in 36 mercati (Italia compresa) la startup con sede a Londra serve oltre 4 milioni di clienti, e di recente ha fatto il suo ingresso in Australia. «La nostra missione», ha spiegato la cfo, Hermione McKee, «è creare un mondo in cui chiunque possa costruire un'attività fiorente. La crescita costante che SumUp ha mostrato negli ultimi 11 anni è il risultato diretto del successo dei merchant che serviamo, e non sarebbe stata possibile senza la fiducia e il grande sostegno della comunità degli investitori».
Il nuovo finanziamento giunge dopo un anno di significativa accelerazione per SumUp, che dal quarto trimestre del 2022 opera con un ebitda positivo e con una crescita dei ricavi che finora è stata superiore al 30% annuo. Più nel dettaglio, guardando al bilancio di fine 2022 della SumUp Payments Limited, l’esercizio è stato chiuso con ricavi superiori ai 150 milioni di euro, in aumento consistente dai 99 milioni dell’anno precedente. La società, caso piuttosto unico nel panorama del fintech europeo e mondiale, ha chiuso il 2022 in utile di 1,4 milioni, in aumento dagli 1,2 dell’anno precedente. I soci hanno preferito non distribuirsi alcun dividendo. (riproduzione riservata)