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Fintech, CF+ sorpassa Unicredit per l’acquisto di Credimi
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Fintech, CF+ sorpassa Unicredit per l’acquisto di Credimi

di Francesco Bertolino e Luca Gualtieri
23 gennaio 2023, 20:04 Ultimo aggiornamento: 20:42

L’offerta della challenger bank ex Credito Fondiario sarebbe più competitiva. Possibile un ultimo rilancio. Il cda decide il 26 gennaio | Credimi nel mirino dei grandi gruppi: sul dossier della fintech anche Ion, Intesa Sanpaolo, Banco Bpm

Stretta finale sul dossier Credimi. Per l’acquisto della fintech milanese fondata da Ignazio Rocco di Torrepadula sarebbe passata in vantaggio CF+, la challenger bank nata lo scorso anno dalla scissione dell’ex Credito Fondiario. Ma Unicredit potrebbe rilanciare. La scelta sull’alleanza spetterà al cda di Credimi, già preallertato per giovedì 26 gennaio.

Il derby con Unicredit

Negli ultimi due mesi la partita (seguita dall’advisor Kpmg) è finita sotto la lente di numerose banche italiane, tra cui Unicredit. La banca guidata da Andrea Orcel avrebbe avrebbe messo sul piatto una cifra vicina a 20 milioni, comprensivo di una componente up-front e di un earn-out, cioè una somma addizionale che potrebbe essere riconosciuta al raggiungimento di determinati risultati. Nel testa a testa però CF+ appare al momento favorita, grazie a una proposta industriale giudicata «più competitiva», da fonti vicina al dossier.

Cosa fa Credimi

Credimi è specializzata nei finanziamenti alle pmi e alle micro-imprese. In pochi anni ha erogato oltre 2 miliardi di prestiti, raccogliendo circa 25 milioni in più round sottoscritti da investitori del calibro di United Ventures, Vertis e Merloni Holding. La clientela servita dalla fintech è stata a lungo trascurata dalle grandi banche, perché considerata poco profittevole e più rischiosa. Nella lunga era dei tassi a zero, il costo dell'esame delle richieste di pmi e professionisti finiva per superare gli interessi esigibili dal debitore. In questo vuoto di offerta si sono inserite diverse piattaforme di credito digitale che con i loro algoritmi hanno reso più rapida e conveniente l'analisi del merito di credito e quindi l'erogazione del finanziamento. Credimi è stata fra le prime a intravvedere l'opportunità e fra le più attive a sfruttarla. Il repentino rialzo dei tassi degli ultimi mesi, con l'aspettativa che il costo del denaro rimanga su livelli elevati a lungo, ha risvegliato l'appetito delle banche per questo segmento di clientela, tornato redditizio. (riproduzione riservata)



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