La prima metà del 2024 ha sorriso alla raccolta di Fineco e anche secondo gli analisti il titolo torna interessante. Tra i più ottimisti c’è Jefferies, che ha alzato la raccomandazione sulle azioni della società di risparmio gestito guidata dall’amministratore delegato, Alessandro Foti da hold (neutrale) a buy (comprare), con prezzo obiettivo aumentato a 16,30 euro. Il che implicherebbe, al prezzo di chiusura di venerdì 5 luglio, un potenziale di upside del 10%. A Piazza Affari, per tutta risposta, alle ore 13 il titolo sale dell’1,3% a 15,01 euro per azione, dopo essere cresciuto anche del 3% nel corso della mattinata.
Fineco, spiegano gli analisti della banca d’affari, «ha sottoperformato i concorrenti da quando è iniziato il ciclo di crescita dei titoli finanziari italiani: ha infatti perso il 6% da dicembre 2021, rispetto alla crescita media delle banche italiane dell’84%». Inoltre, le azioni della banca hanno avuto una performance peggiore rispetto a quelle di Banca Generali (-2% sullo stesso orizzonte temporale) e Banca Mediolanum (+22%). «Riteniamo che Fineco possa ora iniziare a sovraperformare grazie a una congiuntura macro più favorevole, in quanto i tassi più bassi possono incrementare i flussi di raccolta, mentre le tendenze di liquidità si stanno attenuando».
Jefferies stima, inoltre, utili per azione al 2026 superiori del 12% rispetto al consenso medio. A trainare i profitti della banca dovrebbero essere «un margine da interessi più elevato del 9% rispetto al consenso, e ricavi da commissioni in aumento del 4%». In particolare, «le previsioni di ricavi da brokerage più alte spiegano le aspettative di commissioni superiori alla media». Jefferies si aspetta circa 130 milioni di euro di commissioni di intermediazione nel 2026, grazie in particolare alla crescita dei clienti che, «secondo le nostre previsioni, sarà del 5% nel 2024 e scenderà al 4% nel 2026».
Le dinamiche sui depositi quest'anno, proseguono gli analisti, «sono migliorate rispetto al 2023, in linea con le aspettative del management circa una normalizzazione nel 2024». Gli ultimi flussi di giugno «hanno mostrato un'accelerazione di questa normalizzazione. Prevediamo che il margine da interessi tornerà a crescere grazie alle dinamiche in atto sui depositi e al roll over del portafoglio obbligazionario, dopo il calo del tasso di interesse» previsto sia nel 2024 sia nel 2025.
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