L’anonimato in rete «non costituisce una garanzia di libertà né tanto meno rappresenta una tutela della propria riservatezza. Costituisce, invece, uno strumento per eludere le responsabilità legali e favorire comportamenti che nella vita reale sarebbero condannati e perseguiti perché direttamente riferibili alla persona che li realizza». Questa l’opinione messa nero su bianco dal presidente della Fieg, Andrea Riffeser Monti, riferendosi al progetto di legge presentato dalla senatrice Mariastella Gelmini proprio per vietare l’anonimato sul web.
Una proposta, continua nella nota Riffeser Monti, «che personalmente avanzai già qualche anno fa: gli ultimi accadimenti lo rendono necessario, urgente e non più rinviabile. Faccio appello al legislatore perché si faccia carico in tempi stretti di tale necessità con regole stringenti sulla identificazione di chi pubblica nella rete». (riproduzione riservata)