Fibercop presenta la proposta di revisione del listino prezzi per il triennio 2026-2028, il primo dopo aver ottenuto dall’Agcom il riconoscimento di operatore wholesale only.
L’operatore della rete fissa di proprietà di un consorzio di investitori guidato da Kkr e Mef punta all’applicazione di prezzi in grado di sostenere «gli investimenti in un’infrastruttura strategica e la promozione della transizione della fibra, garantendo al tempo stesso condizioni eque per tutti gli operatori», spiega Giovanni Moglia, chief regulatory officer di Fibercop.
La società della rete sta mettendo a terra un piano di investimento da 10 miliardi di euro per aumentare fino a 20,3 milioni le unità abitative cablate in fibra ottica entro fine 2027.
Il listino prezzi ora sarà analizzato da Agcom, con i clienti e i concorrenti di Fibercop che potranno presentare le loro osservazioni. L’entrata in vigore delle nuove tariffe è prevista per metà settembre, a sei mesi di distanza dalla delibera dell’Agcom, dando così il tempo all’autorità di completare l’analisi dei prezzi proposti.
Già previsti nel listino gli sconti in base ai volumi concordati anche agli altri operatori nell’ambito dei rimedi presentati all’Antitrust sul master service agreenent (msa) con Tim. Nel complesso Fibercop punta «ad avvicinare gradualmente l’Italia alle best practice europee, restando al tempo stesso il Paese con i prezzi all’ingrosso più competitivi del continente», aggiunge Moglia.
All’interno del listino emergono due tendenze principali: la volontà di Fibercop di allineare i prezzi per la rete in rame e misto-rame ai costi sostenuti, in aumento visto il calo del numero di utenze, e la necessità di accelerare la transizione alla rete in fibra ottica.
La prima va a spiegare l’incremento medio previsto dell’8,8% sulle linee misto rame-fibra (Fttc) o totalmente in rame a fine 2026, con un prezzo unitario che dovrebbe innalzarsi del 15/20% a fine triennio rispetto a quelle attuali. Tariffe che però resterebbero comunque le più competitive in Europa. In leggero calo invece le tariffe per le utenze Ftth nel 2026, che rimarranno poi stabili nel 2027 e avranno un incremento legato all’inflazione nel 2028.
Fibercop fa però una differenziazione all’interno delle tariffe per le utenze rame o Fttc a seconda che siano coperte da fibra ottica fino all’abitazione o meno, andando a dare un incentivo alla migrazione. Nel caso in cui la rete in fibra arrivi fino all’abitazione e l’utenza sia in rame o Fttc l’incremento previsto nel 2026 è superiore della media (circa 10%), mentre se si tratta di un’unità immobiliare non ancora coperta da fibra ottica l’aumento previsto è di circa il 6%. Nel complesso la differenza tra le due opzioni si aggira intorno a un euro.
La scommessa di Fibercop è che, nonostante la transizione da rame a fibra ottica comporti la fisiologica perdita di una percentuale di utenti che migrano, questa possa essere compensata da un aumento dei margini grazie alla riduzione dei costi di mantenimento delle linee in rame e alla marginalità superiore per utenza in fibra ottica. (riproduzione riservata)