Anche i manager potranno investire nella rete di Fibercop. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza da documenti visionati, a inizio marzo un’assemblea dei soci di Optics Holdco – la holding che controlla la società dell’ex rete Tim raggruppando il consorzio di investitori guidato da Kkr e Mef – ha dato il via libera a un aumento di capitale da 57 milioni di euro compreso sovrapprezzo da sottoscrivere entro quattro mesi, ossia inizio luglio.
Alla guida della holding è sempre Massimo Sarmi, presidente e amministratore delegato di Fibercop dopo l’uscita di Luigi Ferraris, visto che per statuto i cda di holding e controllate sono uguali.
Optics Holdco (e a cascata Fibercop) ha avviato nelle scorse settimane un piano di incentivazione destinato di fatto alle prime linee del management delle società del gruppo. Chi è stato o verrà individuato dal cda della società potrà quindi partecipare su base volontaria all’aumento di capitale e acquistare una percentuale delle nuove azioni. Se verrà sottoscritto integralmente, darà ai manager lo 0,5% del capitale di Optics Holdco. L’obiettivo di Fibercop è di mantenere coinvolto il management sulla buona riuscita della strategia della società.
La particolarità dell’operazione risiede nel fatto che i manager potranno investire nella rete solo affidando poi la gestione delle proprie azioni a una fiduciaria che gestirà le quote dei nuovi azionisti, classificati collettivamente come «Socio B» nel nuovo statuto. La fiduciaria è già stata individuata da Optics Holdco e si tratta di Servizio Italia, società del gruppo Bnp Paribas in Italia.
L’investimento per i manager, al netto di operazioni straordinarie sul capitale da parte di tutti o gran parte dei soci principali, è di lungo periodo. Chi sottoscriverà l’aumento di capitale avrà un lockup sulla partecipazione fino alla fine del 2040 e sarà sostanzialmente un socio silente, visto che non avrà diritti di voto salvo che per le decisioni che inciderebbero «in modo sproporzionato e negativo» sui loro diritti rispetto a quelli di Kkr, Mef, F2i, il fondo di Abu Dhabi Adia e il fondo canadese Cppib.
L’investimento però potrebbe fruttare un bel rendimento, seppure dipenderà molto da quanto avanzerà rispetto alle distribuzioni preferenziali che spettano a tutti gli investitori principali. Nella gerarchia di distribuzione di utili e dividendi, il Socio B avrà diritto a ottenere fino a un importo pari a quanto versato a cui aggiungere un rendimento annuo composto fisso dell’8% sull’importo investito e gli interessi maturati.
Intanto proseguono le manovre all’interno della prima linea di manager di Fibercop. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, dopo l’uscita di Ferraris è arrivata nelle scorse settimane anche quella del capo delle relazioni esterne Massimo Bruno.
Il manager era arrivato in Fibercop proprio su indicazione dell’ex ad, seguendolo dalle Ferrovie dello Stato dove ricopriva il ruolo di chief corporate affairs officer. Le deleghe sarebbero passate ad interim a Sarmi. (riproduzione riservata)