Fibercop chiude il 2025, il primo anno completo di attività, con una «solida performance» e centra «gli obiettivi di budget» per il secondo anno consecutivo, spiega la società. Segnali di fiducia che hanno spinto la società della rete ex Tim, ora del consorzio di investitori guidato da Kkr e Mef, a dare una guidance sui margini 2026.
All’interno della presentazione i target attesi per il piano al 2029 consentono di farsi un’idea più precisa della sua traiettoria finanziaria e industriale della società della rete.
Partiamo dai dati del 2025. I ricavi del gruppo guidato dal presidente e ceo Massimo Sarmi si sono attestati a 3,77 miliardi, con un ebitda di 2 miliardi e un ebitda after lease di 1,745 miliardi. Il rosso è di 206 milioni, complici oneri finanziari netti per 527 milioni. Gli investimenti sono stati 2,7 miliardi per proseguire nel piano di roll-out della fibra ottica. L’indebitamento finanziario netto è «inferiore alle attese» seppur in salita (da 9,2 a 10,9 miliardi), per una leva di 6,2 volte. La cassa disponibile è di 2,6 miliardi, con un margine di liquidità di 4,7 miliardi con le linee di credito revolving già garantite. Nessun dividendo è stato predisposto per il 2026: al momento non è stato esplicitato un piano di distribuzione per i prossimi esercizi. Il tema sarà valutato anno per anno.
Essendo il primo esercizio completo, Fibercop specifica che i dati non sono comparabili con il pro-forma 2024, nel quale i ricavi indicati erano stati di 3,9 miliardi di euro e l’ebitda after lease di 1,9 miliardi. Confrontando il secondo semestre 2025 con quello 2024 si riscontra una sostanziale stabilità dei ricavi a 1,9 miliardi (-27 milioni) e dell’ebitda after lease organico oltre 900 milioni (+4 milioni). Nel quarto trimestre, però, si registra un’accelerazione: +5% di ricavi e +17% di ebitda after lease organico.
Come detto, Fibercop ha fornito una prima guidance sul 2026: previsto l’aumento dei margini, con una crescita organica dell’ebitda after lease del 10%, quindi intorno a 1,9 miliardi. «Avendo ormai consolidato la nostra operatività, ci attendiamo che il prossimo anno evidenzi, a partire da questa base, risultati ancora più solidi», ha detto Sarmi.
Sul fronte operativo, restano rilevanti gli sforzi per mettere a terra la fibra ottica per arrivare a 20,3 milioni di unità immobiliari coperte entro la fine del 2027. A fine 2025 erano 14,3 milioni, con la copertura di 2,1 milioni in 12 mesi. Nei prossimi due esercizi, quindi, dovrà arrivare un’accelerazione importante, con una media di 3 milioni di unità immobiliari ogni anno. Ad aiutare dovrebbe essere la conclusione delle aree del Pnrr entro fine giugno 2026, dove è maggiore la distanza da coprire per ogni unità immobiliare. Il focus si sposterà quindi sul piano autonomo per le aree grigie e nere, dove il target sono altri 5,3 milioni di case da connettere in due anni. Nel 2025, intanto, è stato completato il backbone, il cui termine era atteso nel 2026, ed è stata realizzata la rete It di Fibercop, che dovrebbe consentirle di sganciarsi in larga parte da quella di Tim.
Non manca qualche dato negativo. Le linee totali sono diminuite da 14,5 a 13,7 milioni, con la perdita di 600 mila linee in rame e di 800 mila in Fttc (fibra fino al cabinet). Solo in parte sono state compensate dall’incremento delle linee Ftth (fibra fino a casa), salite di 700 mila unità. Primo cliente resta Tim, con il 52% delle linee totali, seguita da Fastweb (16%), Vodafone (11%) e WindTre (9%).
Il lavoro di Fibercop è proseguito anche sul fronte della razionalizzazione dei costi. In primis operativi, con oltre 115 milioni di efficienze di costo lorde ricorrenti a regime, di cui 85 milioni già comprese nei conti 2025. Nel piano al 2029 il taglio degli opex atteso è salito da 500 a 600 milioni annui, con un forte contributo previsto dallo spegnimento delle centrali in rame già avviato: nel giro di un triennio dovrebbero scendere da 10 mila a poco sopra le 3 mila unità.
Ma anche sul fronte del debito è proseguito il lavoro del cfo André Rogowski, con il costo medio assestatosi al 5,2%. A febbraio 2026, poi, è stata avviata l’estensione della scadenza dal 2029 al 2031 ed eliminazione dello step-up sul margine sull’euribor (100 punti base) per linee bancarie esistenti per 7,6 miliardi. Al momento ha aderito il 78% degli istituti, ma sarebbe attesa una partecipazione superiore all’80% per un risparmio di circa 70 milioni di interessi.
La previsione di Fibercop sul fronte dei ricavi è di un cagr di circa il 2% nell’arco di piano 2025-2029, che si tradurrebbe in un fatturato superiore a 4 miliardi. Ma è sul fronte dei margini dove la società della rete si attende una forte crescita nel quinquennio: l’ebitda after lease margin è previsto passare dal 46% del 2025 al 66% del 2029. L’ebitda after lease atteso, quindi, sarebbe di 2,7 miliardi a fine piano. A contribuire al balzo dei margini dovrebbero essere in larga parte il risparmio sui costi operativi.
Stando a indiscrezioni, la generazione di cassa operativa dovrebbe arrivare già dal 2028, superato il triennio 2025-2027 in cui sono previsti 8,5 miliardi di investimenti. Dopodiché i capex dovrebbero scendere in modo rilevante, poco sopra un miliardo all’anno, e per il 75% legati a manutenzione e attivazione di nuovi clienti. Richiederebbe invece un po’ più di tempo il raggiungimento della profittabilità. (riproduzione riservata)