Il gruppo di spedizioni FedEx ha citato in giudizio il governo degli Stati Uniti per ottenere il rimborso dei dazi di ritorsione imposti da Donald Trump. Si tratta della prima grande azienda americana a intraprendere un’azione legale dopo che la Corte Suprema ha dichiarato illegittime le tariffe di aprile 2025.
Lunedì FedEx ha presentato ricorso alla US Court of International Trade chiedendo la restituzione dei dazi introdotti tramite i poteri d’emergenza previsti dall’International Emergency Economic Powers Act (Ieepa). Secondo l’atto di citazione, FedEx chiede «il rimborso completo da parte del governo di tutti i dazi Ieepa pagati agli Stati Uniti». La sentenza ha colpito uno dei pilastri della presidenza Trump, ma non ha affrontato la questione se il governo debba rimborsare le entrate derivanti dai dazi, che secondo gli esperti hanno raggiunto almeno 160 miliardi di dollari nell’ultimo anno.
La Corte Suprema si è concentrata specificamente sulle modalità con cui Trump ha applicato la norma, lasciando altre questioni ai tribunali inferiori. Gli esperti ritengono che il tema dei rimborsi sarà affrontato proprio dalla Court of International Trade, sommersa da ricorsi di soggetti che hanno pagato i dazi e chiedono la restituzione.
FedEx ha spiegato di aver «adottato le azioni necessarie per tutelare i propri diritti in qualità di importatore registrato per chiedere il rimborso dei dazi alla US Customs and Border Protection a seguito della decisione della Corte Suprema che ha dichiarato illegittime le tariffe emanate ai sensi dello Ieepa». Venerdì Trump ha definito «folle» il fatto che la Corte Suprema non si sia pronunciata sulla necessità per l’amministrazione di effettuare rimborsi sui pagamenti dei dazi.
Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha fatto eco alle parole del presidente, indicando che eventuali rimborsi difficilmente saranno versati a breve. «Ho la sensazione che la questione possa trascinarsi per settimane, mesi, anni», ha detto Bessent durante un evento a Dallas. «Ho il sospetto che il popolo americano non li vedrà proprio».
Poco dopo la sentenza della Corte Suprema, Trump ha annunciato venerdì che avrebbe sostituito i dazi Ieepa con un’imposta generalizzata del 10%, poi innalzata al 15% sabato. Tuttavia, dalle 00:01 di martedì Washington applicherà un dazio globale del 10%, rinviando l’entrata in vigore della tariffa al 15%. La Casa Bianca ha segnalato che Trump resta comunque intenzionato a fissare in seguito ua tariffa del 15%. (riproduzione riservata)