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Fed, il rischio inflazione è calcolato. Tapering solo dopo l'estate
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Fed, il rischio inflazione è calcolato. Tapering solo dopo l'estate

di Marco Vignali
03 maggio 2021, 10:49

Secondo Federated Hermes, l'ipotesi di rallentare il ritmo degli acquisti verrà trattata solo in occasione della conferenza di Jackson Hole (fine agosto) o nella riunione di settembre. Per Pimco, il Fomc ha ragione a considerare il rischio di un picco indesiderato dell'inflazione a fronte dei benefici nel medio termine

La settimana scorsa la Federal Reserve è sembrata decisamente più ottimista a proposito del futuro dell’economia statunitense, riconoscendo i recenti miglioramenti e la riduzione dei rischi al ribasso in termini di outlook. La banca centrale degli Stati Uniti, però, si è detta ancora lontana dal doppio obiettivo di piena occupazione e inflazione alla soglia del 2% e, di conseguenza, il presidente Powell ha respinto al mittente le voci circolare riguarda ad un tapering ormai imminente.

“Se i progressi sul fronte del mercato del lavoro e per quanto riguarda l’andamento della campagna vaccinale continueranno a ritmo sostenuto, la discussione sui tempi e sulle modalità per rallentare il ritmo degli acquisti di asset dovrà svolgersi in occasione della conferenza di Jackson Hole a fine agosto o durante la riunione di settembre, con l'obiettivo di cominciare a parlare di politica meno accomodante all'inizio del prossimo anno, sempre in assenza di incidenti di percorso”, sottolinea Silvia Dall’Angelo, senior economist per la divisione internazionale di Federated Hermes.

Come previsto, il Fomc non ha annunciato alcun cambiamento ai suoi tassi amministrati dopo la riunione di aprile, e il presidente Powell non ha fornito nuove informazioni sui programmi di acquisto di obbligazioni. Il Fomc ha riaffermato di voler osservare progressi sostanziali sul fronte del suo doppio mandato, comprese garanzie che il peggio della pandemia sia alle spalle, prima di ridimensionare le misure accomodanti.

Anche se questo messaggio di Powell non è di certo una novità, “è comunque da sottolineare che la Fed è più concentrata sui dati retrospettivi invece che sulle proiezioni prospettiche, dato che le prospettive sono migliorate in modo sostanziale e la politica monetaria funziona con ritardi lunghi e variabili. Tuttavia, pensiamo che questa nuova attenzione sia una condizione necessaria per il definitivo successo della Fed, soprattutto per l'importanza di ancorare le aspettative di inflazione a lungo termine”, argomenta Tiffany Wilding, economista esperta di America Settentrionale di Pimco.

Come evidenzia Wilding, dall'introduzione formale dell'obiettivo di inflazione del 2% della Fed nel 2012, le stime mediane del Fomc del tasso di interesse neutrale reale sono diminuite sostanzialmente dal 2,25% nel gennaio 2012 allo 0,5% di oggi. “Le implicazioni di questo calo sono profonde: il Fomc ha ora meno spazio per accogliere shock economici avversi riducendo il suo tasso di interesse di riferimento”, sottolinea l'economista, secondo cui questo, a sua volta, aumenta la probabilità che la Fed in futuro sia vincolata dalla soglia dello zero lower bound ed eleva il rischio che l'economia statunitense possa affrontare più frequentemente periodi di disinflazione o di vera e propria deflazione, i quali a loro volta potrebbero deprimere nel tempo le aspettative di un rincaro dei prezzi.

“Questi rischi sono particolarmente acuti in una strategia con livelli di inflazione-obiettivo e strettamente orientata al futuro, come nel precedente approccio della Fed”, prosegue l’esperta, “poiché il 2% agisce più come un tetto che come una media a lungo termine. In questo caso, la conseguente deriva verso il basso delle aspettative d'inflazione aumenta ulteriormente le limitazioni a cui è soggetta la banca centrale”. Secondo Wilding, questo spiega l'importanza delle aspettative di inflazione a lungo termine per la più ampia strategia di politica monetaria della Fed e il perché la Fed sia passata l'anno scorso a un approccio flessibile che punta all'inflazione media.

Una serie di indicatori derivati dai sondaggi e dai mercati suggerisce che le aspettative di inflazione degli Stati Uniti potrebbero essere ancorate al di sotto dell'obiettivo della Fed, e la Fed “ha bisogno di un periodo di inflazione superiore al target per fissare le aspettative di inflazione all’obiettivo di lungo periodo. Dal nostro punto di vista, questo è il motivo per cui la Fed è più concentrata sui progressi effettivi osservati piuttosto che sulle previsioni prospettiche, per valutare la tempistica appropriata della normalizzazione della politica”, argomenta Wilding.

In questo contesto, uno stimolo fiscale più grande della stima per l'attuale output gap può essere esattamente ciò che è necessario per "rilanciare" il processo attraverso il quale le aspettative di inflazione tornano lentamente ad allinearsi con l’obiettivo. Tuttavia, secondo l’esperta “è probabile che questo processo richieda ancora tempo e, di conseguenza, i policymaker della Fed potrebbero accogliere con favore i periodi in cui l'inflazione è modestamente al di sopra del target, e non ci aspetteremmo che agiscano rapidamente per compensarla”.

Di contro, la progettazione di aspettative di inflazione più alte non è priva di rischi pratici, e la Fed potrebbe dover camminare su una linea sottile per assicurare che le aspettative di inflazione non superino l'obiettivo del 2%. Nel peggiore dei casi, “un'inflazione superiore all'obiettivo causa un circolo vizioso”, dice Wilding, “per cui aspettative di inflazione più alte generano un'inflazione più alta, che a sua volta genera aspettative di inflazione ancora più alte, e così via. È inoltre possibile che la Fed interpreti male i segnali provenienti dai sondaggi, e che l'inflazione inizialmente considerata come temporanea si riveli più persistente”. In ogni caso, “sulla base di tutte le nostre osservazioni empiriche, riteniamo che la Fed abbia ragione a considerare accettabile il rischio di un picco indesiderato dell'inflazione a fronte dei possibili benefici a medio termine della loro nuova strategia”, conclude l'economista di Pimco. (riproduzione riservata)



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