Dalla Costiera Amalfitana alle montagne di Bormio fino alle bellezze architettoniche di Firenze e Venezia o all'effervescente Milano. L'Italia fa da sempre gola ai turisti per l'eterogeneità delle sue mete e con l'aumento degli arrivi (dovuto anche alla rischiosità di altre città all'estero) si candida a battere il record di presenze del 2024. Un primato che potrebbe giovare a chi decide di destinare la seconda casa all'affitto breve durante la stagione estiva.
Secondo le stime del Centro Studi della Federazione Agenti Immobiliari (Fiaip), in Italia quest'estate sono attesi circa 66 milioni di arrivi, soprattutto dal Nord America e dalla Cina. Dati in crescita considerando anche le 460 milioni di presenze turistiche stimate, rispetto alle 451 milioni del 2023 (+2%).
I numeri parlano di un aumento del 5% dei contratti di locazione breve a uso turistico nella stagione estiva 2023 rispetto a quella 2022. Questo sia per l'ottima redditività (i rendimenti medi lordi hanno oscillato tra il 6 e il 9% nel 2023), che offre ai proprietari/locatori maggiori soddisfazioni rispetto alla locazione ordinaria, sia per le maggiori tutele contro il rischio di mancato pagamento o di mancata restituzione dell'immobile, praticamente assenti nella locazione turistica. A crescere lo scorso anno sono stati anche i canoni di locazione breve: hanno segnato il +4% rispetto al 2022 e si stima un ulteriore incremento per il 2024.
Per l'estate, la Fiaip prevede, infatti, una crescita dell'8% del numero dei contratti di locazione breve con finalità turistica rispetto all'estate 2023, in scia al notevole incremento atteso dei turisti stranieri. Dovrebbe confermarsi l'incremento di coloro che hanno scelto, o sceglieranno, per la propria vacanza forme di ricettività extra-alberghiera, in particolare la locazione di case indipendenti o ampi appartamenti preferibilmente con terrazze vivibili e ingresso autonomo. Un aspetto quest'ultimo che evidenzia quanto la locazione turistica non rappresenti necessariamente una scelta di natura economica, ma principalmente il desiderio di vivere un'esperienza diversa, in maggiore libertà, e un'alternativa rispetto a quanto offerto dalle strutture ricettive tradizionali. Considerando questi elementi, la Fiaip stima un incremento dei canoni di locazione per il terzo anno consecutivo, con un aumento del 7% rispetto all'estate 2023, dettato però in gran parte dall'inflazione e dall'aumento del costo del denaro oltre che da una maggiore domanda. Quanto ai profitti dei locatori, anche per questa stagione il rendimento lordo medio è stimato tra il 6% e il 9% (tra il 4% e il 5% quello medio netto in base alle imposte, alle utenze e a seconda che i proprietari gestiscano direttamente la struttura o lo facciano tramite agenzia).
Nelle aree balneari più turistiche i canoni per una settimana in appartamento con quattro posti letto variano da 1.000 a oltre 4.200 euro in alta stagione. Tra le regioni quella con i prezzi d'affitto più alti è la Toscana, dove a Forte dei Marmi si arrivano a toccare i 4.000 euro a settimana per un appartamento in alta stagione. Segue la Liguria dove domina Portofino (4.500 per una settimana nei periodi clou), mentre le Cinque Terre battono Santa Margherita e Sestri Levante. Sul podio anche la Sardegna: a Porto Cervo i prezzi per un appartamento per sette giorni raggiungono i 3.000 euro anche in bassa stagione, mentre restano più cauti i canoni a La Maddalena. Si distingue anche la Campania in cui spiccano le locazioni di zone come Amalfi, Sorrento e Positano, che vengono però ancora ampiamente battute da Capri (4.200 euro per una settimana in alta stagione). I costi d'affitto restano invece contenuti in Sicilia se paragonati a quelli delle altre località competitor: a Cefalù i prezzi si aggirano sui 1.300 euro per una settimana mentre salgono leggermente nelle isole di Lampedusa e Marettimo (entrambi a 1.500 euro per sette notti).
Laghi e montagne. Sono sempre di più coloro che scelgono trekking, rifugi e canoa per le loro vacanze. A fare la parte del leone in questo caso è ovviamente il Centro-Nord: i canoni in Lombardia e Veneto battono anche quelli delle aree di mare. A sbaragliare ogni avversario è Livigno dove il prezzo in alta stagione per un appartamento con quattro posti letto arriva a 6.780 euro a settimana. A battere i costi delle zone di mare più care sono anche le locazioni di Madesimo e Bormio, che sembrano già godere dell'effetto rivalutazione in vista delle Olimpiadi del 2026. Mentre in Trentino domina Madonna di Campiglio, in Veneto i prezzi degli affitti superano tutti i 2.000 euro in alta stagione, con picchi di 3.000 per il Lago di Garda, canone simile a quello di Como (oltre 2.900 euro per sette giorni) e del Lago Trasimeno (2.800 euro).
Anche nelle città d'arte e nei borghi il turismo non manca. Nei capoluoghi il primato lo detiene ancora Milano con un record assoluto di 7.300 euro per una settimana in un appartamento da quattro posti letto. Il capoluogo meneghino resta quello più caro anche in bassa stagione. Al secondo posto si posiziona Napoli con prezzi di locazione di 2.200 in alta stagione per sette giorni, una delle mete più gettonate nell'ultimo anno soprattutto dal turismo nazionale. Tra i 1.000 e 1.600 euro i canoni per una settimana in alta stagione nella capitale, che già da quest'anno sta facendo il pieno di visitatori in attesa del Giubileo. Neanche il biglietto d'ingresso giornaliero disincentiva il flusso di turisti invece a Venezia, dove infatti i canoni restano tra i più elevati: 1.800 euro nei periodi clou e intorno ai 1.000 in bassa stagione.
Di fronte a questi numeri sono sempre di più gli immobili dedicati agli affitti brevi. Secondo i dati di Scenari Immobiliari il numero è cresciuto del 10% in un anno. Ora resterà da capire come si muoverà il mercato con le novità in arrivo dalla riforma e dall'applicazione del Codice identificativo nazionale (Cin) da settembre. (riproduzione riservata)