F2i si attrezza per fronteggiare la concorrenza dei grandi asset manager infrastrutturali internazionali che operano anche in Italia e in Europa.
Secondo i verbali dell’assemblea straordinaria del 30 aprile consultati da MF-Milano Finanza, i 19 azionisti hanno acceso il disco verde all’ampliamento dell’oggetto sociale con cui nel 2007 la sgr, ora guidata da Renato Ravanelli, era nata.
Nella stessa sede i soci hanno modificato lo statuto per prevedere la doppia vicepresidenza e suggellare così la pace nella governance fra casse previdenziali (in tutto al 19,4%) e Cdp (primo socio singolo al 14%) prevista dalla recente riscrittura dei patti parasociali.
La società - che investe circa 8,3 miliardi di euro tra equity e debito con sei fondi – apre alla gestione di fondi terzi. In particolare, potrà ora raccogliere mandati individuali per la gestione di portafogli di altri soggetti secondo una strategia d’investimento concordata, fornire consulenza in materia di investimenti e occuparsi anche della raccolta di fondi terzi (la cd attività di commercializzazione), attività spesso connessa e strumentale rispetto al servizio di gestione di portafogli.
«Anche i servizi di consulenza in materia di investimenti - si legge nel verbale - sono collegati ai mandati individuali, costituendo un'opzione degli stessi più flessibile per gli investitori; sono rivolti infatti ai clienti che hanno interesse a usufruire delle capacità di origination e selezione degli investimenti da parte di F2i sgr, ma intendono riservare a se stessi ogni decisione al riguardo, restando quindi liberi di accettare o no la raccomandazione di un determinato investimento da parte della stessa».
La modifica, su cui Ravanelli era al lavoro da mesi (ci sono state informative a riguardo già nei board di fine 2024), era stata prima approvata dal cda del 13 marzo e s’inserisce nella progressiva diversificazione del big del private equity che negli ultimi anni ha allargato il proprio raggio d’azione al mercato europeo (e non solo italiano) e dal 2022 si è lanciato anche nei fondi di debito.
F2i sta cercando di «adeguare la propria offerta di prodotti e servizi nel settore infrastrutturale ad una domanda di mercato in continua evoluzione» rispetto ai diretti competitor. Per l’accettazione dei mandati individuali superiore ai 50 milioni di valore è prevista una maggioranza rafforzata nel board.
Occorreranno cioè i voti favorevoli dei tre quarti dei consiglieri, come per le operazioni di investimento e disinvestimento. Con il nuovo oggetto sociale più ampio, infine, F2i si prepara anche ad allargare gli organici. (riproduzione riservata)