Renato Ravanelli, ceo di F2i, punta ad espandere in Europa il raggio d’azione dei fondi della sgr la cui strategia originaria era quella di diventare invece il campione nazionale degli investimenti nelle infrastrutture.
Ruota attorno a questo allargamento del focus strategico, spiegano alcune fonti vicine al mondo delle casse di previdenza, la volontà di disdettare il patto di consultazione da parte di Inarcassa, Cassa Forense, Enpam e Cipag (cassa geometri) – a cui si sono aggiunte poi Unicredit e Fondazione Crt (ma per gli accordi bastava l’iniziale disdetta di solo un socio) – che regola la governance di F2i e che raggruppa i principali soci della sgr.
Il passaggio, spiegano le fonti, era già stato annunciato a maggio e serviva per bloccare il rinnovo automatico. ll patto resta comunque valido fino a marzo 2024. Avendo sottoscritto più di 2 miliardi dei 7 complessivi di equity dei fondi di F2i, le casse vogliono verificare che anche la struttura e le competenze del gruppo siano pronte a questa correzione della strategia industriale. Vogliono verificare anche le exit negli investimenti fatti sino ad ora.
Insomma, più che malcontenti in F2i sarebbero in corso dinamiche di una normale democrazia societaria che poi potrebbero forse portare anche a rimescolamenti di pesi nella futura composizione del consiglio di amministrazione. Ma è qualcosa di non atteso e per cui si sta spingendo.
Soltanto a valle di ciò si sono verificati i tentativi di Ravanelli, bocciati dalle casse che contano per il 26% del capitale della sgr, di aumentare fino al 30% il peso del management nell'azionariato. C’è tempo fino a marzo per ridiscutere il nuovo patto e a dicembre dovrebbe esserci il primo incontro fra i soci.
Al momento il ruolo di Ravanelli non è in discussione. Certamente non per le mire del direttore generale dell’Enpam Domenico Pimpinella, che si prepara a una riconferma full time al vertice della fondazione che eroga le pensioni ai medici italiani. (riproduzione riservata)