Nell’anno della guerra commerciale scatenata dal presidente statunitense, Donald Trump, l’export italiano è cresciuto verso gli Stati Uniti del 7,2% in valore, anche se il saldo commerciale tricolore con gli Usa, per quanto ampiamente positivo, si è ridotto di 4,692 miliardi, scendendo a 34,191 miliardi. Questa la fotografia scattata dall’Istat al commercio estero italiano.
In generale il 2025 è stato un anno da record per le esportazioni italiane che sono infatti aumentate del 3,3% rispetto all’anno precedente, con il surplus commerciale pari a 50,7 miliardi, in aumento di 2,5 miliardi rispetto ai 48,2 miliardi nel 2024. «L'Italia sale così al quarto posto nel ranking mondiale. Un risultato storico. Mai così forte, mai così competitivi», ha commentato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.
Entrando nel dettaglio, emerge che hanno contribuito di più alla crescita delle vendite tricolori all’estero gli articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+28,5%), i metalli di base e i prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+9,8%), i mezzi di trasporto, esclusi gli autoveicoli (+11,6%) e i prodotti alimentari, bevande e tabacco (+4,3%).
Allo stesso tempo l’Istat ha rilevato che la crescita dell'export in valore nel
2025 è stata trainata sia dall'aumento delle vendite dirette sui mercati Ue (+4,2%) - in particolare verso Spagna (+10,6%), Francia (+5,3%), Germania (+2,3%) e Polonia (+5,8%) - sia dalle maggiori vendite dirette verso alcuni principali paesi partner extra-Ue, fra cui Svizzera (+16,3%), Stati Uniti (+7,2%) e Paesi Opec (+11%). Al contrario si è ridotto nettamente l'export italiano verso la Turchia (-23,1%), per il quale si era registrata una forte crescita nel 2024, e, in misura minore, verso la Cina (-6,6%).
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha evidenziato che «nonostante le incertezze sui dazi, ci rafforziamo negli Stati Uniti e in maggio organizzeremo anche un grande Forum commerciale, scientifico e tecnologico a Miami». Ma poi «dovremo puntare sui mercati emergenti, come il Mercosur, l'America latina in generale, l'India e l'Oriente».
In quest’ottica, aggiunge il titolare della Farnesina, gli accordi appena firmati dall'Unione Europea «ci apriranno nuove possibilità, e la Farnesina sta già indirizzando e sostenendo le aziende italiane verso questi nuovi orizzonti».
In particolare «vogliamo rafforzare la collaborazione tra le imprese e le agenzie preposte all'export (Ice, Simest, Sace e Cdp); prepariamo una serie di eventi sui territori, al Sud, Centro e Nord Italia: anche le piccole e le medie aziende italiane devono poter accedere ai mercati internazionali con l'appoggio dello Stato» ha sottolineato Tajani. (riproduzione riservata)