Il commercio estero dell’Italia con i Paesi extra Ue registra un andamento non lineare: esportazioni ferme, importazioni in forte calo e un saldo commerciale che continua a rafforzarsi, arrivando a +6,9 miliardi di euro, in miglioramento rispetto ai 5,3 miliardi dello stesso mese del 2024. Questo è quanto emerge dai dati diffusi dall’Istat. Da notare inoltre che il deficit energetico di 3,152 milioni è inferiore rispetto a un anno prima (-4,177 miliardi).
Entrando nello specifico dei dati annuali, a novembre l'export si è ridotto su del 3,3% (era +4,1% a ottobre). La flessione è dovuta alle minori vendite di energia (-37,8%), beni di consumo durevoli (-27,2%), beni strumentali (-6,3%) e beni di consumo non durevoli (-1,2%). Al contrario, aumenta l'export di beni intermedi (+11,9%). L'import registra una flessione tendenziale ancora più ampia (-11,3%), che infatti riguarda tutti i raggruppamenti, tranne i beni intermedi (+0,9%), in contenuto aumento.
La fotografia dell’Istat racconta che i Paesi che hanno comprato meno Made in Italy sono stati la Turchia (-41,1%), i Paesi Asean (-21,6%) e il Regno Unito (-18%). Si sono ridotte significativamente anche le vendite verso i Paesi Mercosur (-5,8%) e Stati Uniti (-3%). Aumentano le esportazioni verso paesi Opec (+18,8%) e Svizzera (+12,2%).
Sul lato delle importazioni, i Paesi Opec registrano la contrazione tendenziale più ampia (-34,6%) ma diminuiscono anche gli acquisti da Svizzera (-14,1%), Regno Unito (-12,6%), Stati Uniti (-8,2%), Turchia (-6,8%) e Cina (-4,2%). D’altro canto, crescono le importazioni da paesi Asean (+19,4%), India (+2,7%) e Paesi Mercosur (+2,6%).
Se si restringe l’orizzonte temporale considerato, il trend non cambia particolarmente. L’Istat registra a novembre 2025 per l'interscambio commerciale con i Paesi extra Ue un'ampia riduzione congiunturale delle importazioni (-7,4%) mentre le esportazioni risultano stazionarie. La stazionarietà su base mensile dell'export è sintesi di un aumento delle vendite di beni strumentali (+4,2%) e beni intermedi (+0,7%) e di una riduzione delle esportazioni di energia (-9,2%), beni di consumo non durevoli (-3,5%) e durevoli (-1,1%). Dal lato dell'import, a esclusione di beni intermedi (+1,6%), si rilevano diminuzioni congiunturali diffuse, la più ampia per beni di consumo non durevoli (-21%).
Anche guardando il trimestre settembre-novembre 2025, rispetto al precedente, l'export si riduce dello 0,4%. Andamento riconducibile alle minori vendite di energia (-18,3%), beni di consumo durevoli (-4%) e beni strumentali (-3,7%), mentre crescono le esportazioni di beni intermedi (+5%) e beni di consumo non durevoli (+1,1%). Nello stesso periodo, l'import è diminuito dello 0,9%, per effetto dei minori acquisti di energia (-14%) e beni strumentali (-5%). (riproduzione riservata)