Con gli alberghi ancora osservati speciali, è corsa all’affitto per l’estate 2021. E a beneficiarne è soprattutto il segmento lusso: a oggi la domanda registra un balzo prossimo all’80% rispetto alle richieste dell’estate 2020, un anno peraltro che, sempre per quanto riguarda l’affitto di abitazioni di pregio, aveva evidenziato una tenuta sorprendente nonostante l’impatto della pandemia: +13% rispetto al 2019, a sua volta in crescita del 5% rispetto all’anno prima. Bisogna risalire al 2018 e 2017 per trovare una flessione. «Insomma un segmento che, al di là dell’exploit di quest’anno, avanza a passo spedito ormai da tempo», conferma Claudio Citzia, amministratore delegato del portale Luxforsale. «A spingere il settore sono sempre i turisti italiani, che da soli coprono oltre la metà della domanda, ma anche gli stranieri, che non solo vedono una presenza in costante crescita, ma che quest’anno sono quasi raddoppiati, attirati come sempre dalla varietà offerta dall’Italia, mare, montagna, lago, città d’arte e zone tranquille di campagna, ma anche sicura anche dalla sicurezza sotto il profilo sanitario». La loro presenza nell’estate 2021 copre circa il 36% delle richieste contro il 17% di un anno fa. Americani (5,16%), svizzeri (4,55%) e russi (3,88%) i vacanzieri più assidui, seguiti da tedeschi (2,82%), belgi/ olandesi (1,76%) e inglesi (1,42%). Ma quest’anno a dare man forte al mercato ha contribuito l’arrivo di visitatori, e prenotazioni, «anche da Paesi prima praticamente assenti», prosegue Citzia, «come Kuwait ed Emirati Arabi, che oggi coprono lo 0,23% delle richieste, mentre anche i turisti cinesi sono arrivati a ritagliarsi uno spazio dello 0,42%».
Che cosa cercano? Appartamenti, rustici, casali, attici, e perfino castelli e palazzi antichi (2% della domanda). Ma soprattutto ville, che da sole assorbono oltre l’80% delle richieste del mercato. E a canoni che nella metà dei casi superano tranquillamente i 10 mila euro al mese, fino a vette tra 50 mila e 100 mila euro al mese (8% dei casi). Anzi, a superare quota 25 mila in termini di canone mensile quest’anno è il 20% degli affittuari, contro il 5% di solo un anno fa. «Ville naturalmente piuttosto ampie, con diverse camere da letto tutte con bagno oltre agli spazi a giorno, perché gli stranieri, soprattutto quelli provenienti dagli Stati Uniti, non si muovono mai da soli» precisa ancora Citzia: «la formazione tipo vede la famiglia tipo con due o tre figli più tata e persona di servizio. D’obbligo spazi esterni e piscina, campi da tennis, vicinanza ai luoghi di attrazione, uniti però a riservatezza estrema. E di recente, naturalmente solo per le ville con canoni oltre i 100 mila euro, anche l’eliporto».
Ville, castelli e rustici sono naturalmente molto gettonati nelle località turistiche, mentre in città vincono appartamenti e attici. Tra l’altro di recente Luxforsale registra, per gli affitti di lungo periodo, anche la tendenza, da parte di manager e imprenditori, a ricercare appartamenti di pregio da riconvertire in parte anche in ufficio.
Mete preferite? Praticamente in tutte le regioni. Ma con un must: per l’estate la domanda turistica a caccia di case di lusso trascura la montagna e si concentra quasi esclusivamente su proprietà vicine al mare, al massimo sul lago (quello di Como e il Garda), gettonati soprattutto da tedeschi, svizzeri e in generale cittadini nord europei. A fare la parte del leone è la Sardegna, che da sola assorbe il 15,4% della domanda, sparsa però su numerose località: Porto Cervo, Porto Rotondo, Porto San Paolo Alghero, Palau, Muravera (sulla costa ovest). Segue la Liguria (11,80%), dove la domanda si concentra su Alassio, Portofino, Santa Margherita e Sanremo. E poi Lombardia (10,66%), Toscana (9,33%), Puglia (7,88%) e Sicilia (7,26%). Qualche esempio concreto? «La richiesta per luglio e agosto di una villa in Liguria o Sardegna con almeno sette camere da letto e sette bagni, con piscina privata ed eliporto, da parte di un importantissimo personaggio del cinema americano con un budget di 400 mila euro al mese», racconta Citzia, «oppure un castello storico in Sicilia per il mese di luglio da parte di un magnate russo, con una disponibilità mensile di 300 mila euro, o ancora una villa sul lago di Como opzionata da un imprenditore svizzero disposto a investire oltre 250 mila euro per il mese di settembre».
Resiste infine, anzi cresce anche la domanda di città d’arte (forti anche per quanto riguarda l’acquisto immobiliare oltre che l’affitto), ma con alcune sorprese o meglio mete emergenti. Oltre alle classiche Milano e Roma, seguite da Firenze, stanno invece guadagnando terreno diverse altre città. In primis Torino, scelta anche per conciliare esigenze lavorative, e Genova, ma anche alcune città al sud, per esempio Palermo, Lecce, Catania. «Palermo per esempio è la città con le maggiori richieste nel 2020», spiega Citzia. Ma balza all’occhio anche l’impennata di ricerche su città minori come Pescara, Caserta, Monza, Lecce, Salerno, Cagliari e Udine. Milano e Torino, grazie alle loro posizione strategica, sono state presa da assalto da compratori di uffici o di palazzi a uffici (Milano a seguito della Brexit è sempre più gettonata). Sull’altro fronte soffrono invece alcuni mercati tradizionali: rispetto alle altre resta un po’ indietro Roma, che comunque ha un’offerta molto ampia, e soprattutto Firenze, di sicuro la meta più penalizzata dal lockdown. «Il mercato è estremamente florido e va sfruttato in pieno», conclude Citzia, «perché l’attuale vantaggio competitivo delle località tricolore rispetto al resto del mondo, potrebbe essere decisivo per i prossimi anni».
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