Non si ferma all'Italia il boom di mercato delle case in montagna. Nonostante il crollo subito da turismo e impianti sciistici, tra i più colpiti dalla pandemia, quello che poteva essere l'annus horribilis per il settore è stato invece positivo per le località alpine di Svizzera, Francia e Austria. Già a fine 2020 e poi per tutto il 2021 la domanda ha ripreso fiducia e le compravendite sono balzate del 6,5% rispetto a un anno prima. E i prezzi , già in crescita dell'1,5% nell'era pre pandemia, a fine 2021 salivano del 2,2%. Non sono da meno gli affitti, saliti del 5,2% nei primi tre trimestri del 2021, sotterrando le ansie del 2020, quando, causa lockdown, si temevano crolli a due cifre dei canoni rispetto al 2019. A dare una mano alle mete internazionali hanno contribuito molti fattori: l'inflazione che sempre spinge il mattone e la voglia di un'oasi fuori città in tempi di lockdown. E poi i cambi: il deprezzamento dell'euro ha reso appetibili molte mete francesi e austriache, l'apprezzamento del franco svizzero attirato ancor di più i paperoni verso il Paese rifugio per eccellenza. Infine sempre forte il flusso di miliardari, provenienti soprattutto dall'Est Europa e da nazioni come il Kazakistan e che detengono ancora la maggiore capacità di spesa (3 milioni di euro in media), seguiti da arabi (2,5 milioni), svizzeri (o residenti in Svizzera) con 2,7 milioni, francesi e americani con budget fra 1,5 e 1,8 milioni di euro in media. Gli italiani che acquistano sulle nevi straniere puntano da sempre su St. Moritz e frazioni, Crans Montana e Verbier; mentre in Francia prediligono Chamonix e Megève .
Fase positiva a parte, quelle delle mete alpine di Francia, Svizzera e Austria è un mercato soprattutto di lusso, con prezzi e canoni da capogiro. «Rispetto all'Italia, il numero di località sciistiche con le case con prezzi al metro quadro oltre quota 10 mila euro al metro quadro (con punte fino a 30 mila) sono nettamente superiori, al punto che nell'80% dei casi il costo di un'abitazione supera i due milioni di euro», spiega Alessandro Ghisolfi, responsabile centro studi di AbitareCo. «Si tratta per lo più di immobili mono familiari, chalet e ville, mentre gli appartamenti, pur in condomini di lusso, interessano solo il 10% della domanda». Oltre al mercato degli ultraricchi, esiste comunque una domanda vivace di abitazioni sotto al milione, in genere appartamenti sotto i 100 metri quadrati con costi inferiori a 700 mila euro. La localizzazione dei condomini deve soddisfare la necessità di raggiungere il più rapidamente possibile gli impianti oltre a garantire dei posti auto sotterranei o dei box privati.
Fra le dieci località che si sono più apprezzate, tutte svizzere, spicca fra le new entry Engelberg. Poco conosciuta, è un piccolo gioiello immerso in una vallata suggestiva dove spicca un monastero benedettino del XII secolo. Paradiso delle discese grazie alla seggiovia Ice Flyer e al parco del ghiacciaio Titlis, Engelberg offre molte possibilità anche agli escursionisti tra grotte nel ghiaccio perenne, ponte sospeso più alto d'Europa e oltre 360 chilometri di sentieri. Non mancano bagni termali e 82 chilometri di piste da sci, 25 impianti di risalita. I prezzi delle case sono saliti dell'8,4% raggiungendo quota 10mila euro/mq. Corrono anche Davos e Flims/Laax (+14,2% e +12,5% rispettivamente), confermando la vivacità di mercato degli anni passati. Grandi soddisfazioni anche la Val d'Isère, Francia, storica località dove si svolgono alcune prove della Coppa del Mondo di sci: i prezzi delle case aumentare del 3,3% nel 2021. Altra località emergente in Svizzera è Samnaun, dove i prezzi di chalet e appartamenti restano sotto i 10mila euro/mq ma forse ancora per poco. Il comprensorio gode della vicinanza con le Alpi austriache e con la località tirolese di Ischgl, consentendo di sciare sia in Austria che in Svizzera grazie ai veloci e moderni collegamenti. «Rimane sempre un punto di riferimento St. Moritz, in Engadina, dove quest'anno i prezzi hanno visto un aumento del 7,6%, fra i più alti», prosegue Ghisolfi, «anche se negli ultimi cinque anni è stato solo dell'1,8%, tra i più bassi in Europa».
A differenza della Svizzera, la Francia è in una fase di stabilizzazione dei valori pur con transazioni molto vivaci. In media i prezzi sono cresciuti dell'1,7%, con punte del 3,3% in Val d'Isère. A Courchevel, la più lussuosa fra le località montane francesi, i prezzi sono aumentati poco, meno dell'1%. «La Francia, grazie soprattutto al rafforzamento del franco svizzero sull'euro, ha attirato molti acquirenti stranieri che investono per mettere a reddito», sottolinea Ghisolfi. Meribel, Courchevel Le Praz, Courchevel 1650 e La Tania le mete più ambite.
Purtroppo anche all'estero non mancano mete con prezzi in calo: la prima è Kitzbühel, Austria, dove le quotazioni (13.500 euro/mq) sono calate dell'1,5%, seguita da Megève in Francia (-3% e prezzi intorno a 9.600 euro/mq), e dalla svizzera Crans-Montana, fra le località preferite dagli italiani, che ha accusato il calo maggiore prezzi (-3,5%). (riproduzione risevata)