Il selloff sulle azioni sta continuando in Asia, appesantito dalla paura dei mercati per le restrizioni in Cina sul settore immobiliare e la saga di Evergrande, a un passo dal default. Alle ore 7:20 italiane il Nikkei cede l'1,8% dopo le festività di ieri, l'Hang Seng perde lo 0,6% e Shanghai è ancora chiusa per il Midsummer Festival. L'oro cede lo 0,11% a 1.761 dollari l'oncia, il petrolio Wti americano guadagna quasi l'1% a 70,95 dollari il barile, mentre l'euro viaggia poco mosso a 1,1733, lo yen perde lo 0,14% a 109,56, la sterlina sale dello 0,12% a 1,3675. Vendite sul T bond Usa decennale il giorno prima della Fed che interverrà domani sul tapering, il rendimento passa dall'1,308% all'1,326%, mentre oggi i futures su Wall Street sono positivi per lo 0,5%.
L'Hang Seng continua a perdere terreno, fra Evergrande, il secondo maggiore gruppo immobiliare cinese zavorrato da 305 miliardi di dollari di debiti, e i gruppi tech presi di mira da Pechino. Il listino di Hong Kong ha toccato i minimi di oltre 11 mesi a 24.024 fin dai primi scambi estendendo le perdite della sessione precedente, tra le persistenti preoccupazioni per le ricadute dei problemi del gigante immobiliare sull'economia del Paese. Il titolo è molto volatile, cede il 5% a 2,17 dollari locali, fra le società più vendute anche il primo gruppo assicurautivo cinese Pin An, che perde il 3,9% a 49,35 dollari di Hong Kong per paura della sua esposizione verso Evergrande.
Il governo cinese è stato in gran parte silenzioso sulla crisi del gigante immobiliare e non ha parlato dei problemi del gruppo nei principali media statali. S&P Global Ratings ha scritto ieri in un report che non si aspetta che Pechino fornisca supporto diretto a Evergrande. Nel frattempo, i funzionari della Sec stanno ampliando i loro avvertimenti per gli investitori che considerano l'acquisto di azioni di società cinesi che scambiano nei mercati statunitensi. Secondo Bloomberg, la crisi di Evergrande sta intaccando le più grandi fortune del mondo, con le 500 persone più ricche che hanno perso solo ieri 135 miliardi di dollari.
Il gruppo deve pagare pagare giovedì 83,5 milioni di dollari di cedole sulla sua obbligazione di marzo 2022. Ha un altro pagamento di 47,5 milioni in scadenza il 29 settembre per i bond di marzo 2024. Fra le altre notizie economiche, il co-fondatore di Didi Global Inc, Jean Liu, intende dimettersi, con il gigante delle corse che deve affrontare un intenso controllo normativo dopo la sua quotazione a New York all'inizio di quest'anno.
Il Nikkei 225 è crollato di 535 punti o dell'1,75% a 29.965 fin dai primi scambi, rispetto ai massimi di 31 anni raggiunti la scorsa settimana, quando gli investitori sono tornati da un lungo weekend, afflitti dalla paura del collasso di Evergrande e dopo che ieri sera l'S&P 500 e il Nasdaq hanno visto la peggiore sessione da maggio. I mercati sono in grande attesa delle riunioni della banca centrale americana domani, mentre la BoJ dovrebbe mantenere la politica stabile, ma potrebbe offrire un outlook meno roseo sulle esportazioni e sulla produzione a causa della pandemia. Dal lato delle infezioni, ieri ci sono stati 2.244 nuovi casi in Giappone, la prima volta sotto i 3.000 in circa due mesi. Quasi tutti i principali settori si sono mossi al ribasso, trainati dalla tecnologia e dall'industria. Toto Ltd è affondata del 6,06%. SoftBank Group ha perso il 5,42% a seguito della notizia secondo cui Elliott Management ha ridotto la sua posizione nella società giapponese. (riproduzione riservata)