L'euro scivola sui minimi da metà dicembre 2023 a 1,0724 con il biglietto verde sostenuto dai dati macro economici più robusti del previsto degli Stati Uniti che hanno indotto gli investitori a ridurre le scommesse su un taglio dei tassi a giugno (i futures sui tassi indicano una probabilità di un taglio da parte della Fed a giugno del 58% rispetto al 64% prezzato una settimana fa, secondo il FedWatch di Cme), favorendo la valuta statunitense. Ora la moneta unica recupera lo 0,06% a 1,07484 dollari grazie al rallentamento dell’inflazione in Germania (al 2,2% a marzo) il che alimenta le speranze di un taglio dei tassi. Mentre un numero crescente di banchieri della Bce si è espresso a favore di una riduzione e la riunione di giugno sembrerebbe il momento più probabile per questa mossa.
Se il Pce degli Usa è aumentato dello 0,3%, al di sotto del +0,4% rivisto al rialzo di gennaio e delle previsioni di un +0,4%, l’Ism manifatturiero statunitense è aumentato a 50,3 a marzo 2023 rispetto a 47,8 di febbraio, battendo le previsioni del mercato di 48,4. «Questo ha segnato la prima espansione del settore manifatturiero dopo 16 mesi di contrazione. I nuovi ordini sono aumentati a 51,4 da 49,2 e la produzione è salita a 54,6 da 48,4. Tuttavia, il portafoglio ordini è rimasto in contrazione a 46,3, lo stesso di febbraio», sottolinea Saverio Berlinzani, analista senior di ActivTrades. «Insomma, qualche dubbio, questi dati, sembrano evidenziarlo e di fronte a un eventuale correzione dei listini, potremmo assistere alla salita del dollaro sia come asset da investimento, perché rimaniamo in risk off se osserviamo gli indici di rischio, sia come asset rifugio in un momento correttivo dei listini, che forse, parrebbe dovuto».
Per quanto riguarda la volatilità, rimane su livelli molto bassi. Nel breve, avvertono gli strategist di Ubs, le aspettative sulla volatilità implicita sono troppo accomodanti, non solo per quanto riguarda la prospettiva dei prossimi tagli dei tassi da parte delle principali banche centrali alla fine del secondo trimestre del 2024, ma anche per quanto riguarda i rischi legati alle elezioni presidenziali negli Stati Uniti più avanti quest'anno, sia dal punto di vista della politica estera che del commercio. «Gli investitori dovrebbero, quindi, rimanere molto selettivi nell'adottare strategie short sui cambi», precisano a Ubs.
A questo punto, prevede Berlinzani, «il cross euro/dollaro potrebbe attaccare 1,0690, area di supporto chiave». Mentre gli strategist di Ubs continuano a vedere il cambio viaggiare in un intervallo compreso tra 1,05 e 1,10 e raccomandano di utilizzare strategie di trading nell'intervallo per trarre vantaggio da questo contesto. «Il livello di 1,05 è protetto finché i mercati continuano a prevedere che il ciclo di tagli dei tassi globali produrrà un allentamento di 150-200 punti base nel tempo. Per il momento, vediamo un limite superiore a 1,10 poiché la crescita della zona euro si è fermata, ma questo range potrebbe spostarsi verso l'alto man mano che la crescita economica converge nel secondo semestre del 2024», spiegano gli esperti di Ubs. (riproduzione riservata)