Il Consiglio Ue approverà con ogni probabilità il 19 dicembre il testo sull’euro digitale. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, i governi hanno trovato un accordo su due punti principali: le modalità di remunerazione e le regole per definire un tetto massimo al possesso di euro digitali per persona (un tema importante per la stabilità finanziaria).
L’impostazione del Consiglio si allontana radicalmente da quella del relatore del Parlamento Ue Fernando Navarrete: a differenza del testo dell’eurodeputato spagnolo, che ha proposto di partire con la versione offline dell’euro digitale, il Consiglio ritiene fondamentale (così come Bce e Commissione Ue) avviare subito anche quella online, necessaria per i pagamenti nell’e-commerce.
Per il testo definitivo servirà un’intesa tra Consiglio e Parlamento Ue. Ma la posizione del testo di Navarrete è ora molto indebolita e trova opposizione anche nel suo gruppo politico (Ppe). Forza Italia ha presentato emendamenti (firmati dagli eurodeputati Marco Falcone, Fulvio Martusciello ed Herbert Dorfmann) che smontano la rigida distinzione tra online e offline.
Quanto al modello di remunerazione, saranno previsti tetti massimi (cap) ai costi dei commercianti che così avranno un risparmio rispetto agli oneri legati oggi all’uso delle carte. Ci sarà un periodo transitorio di cinque anni (prorogabile a dieci) nel quale i limiti saranno definiti in base ai mezzi di pagamento attuali. In questo periodo saranno valutati gli oneri di distribuzione dell’euro digitale, in base ai quali sarà varato dopo 5-10 anni un cap inferiore.
Così il Consiglio vuole assicurare che il beneficio in termini di costi dell’euro digitale vada anche ai commercianti e non soltanto alle banche (che non dovranno più pagare commissioni agli intermediari nei pagamenti). In ogni caso agli istituti di credito sarà assicurata una remunerazione che consentirà di ripagare i costi di introduzione dell’euro digitale.
Sul tema il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha suggerito nei giorni scorsi un cap ulteriore (più basso) per pagamenti di importo contenuto e per esercenti di piccole dimensioni. Questa proposta non è entrata nel testo del Consiglio ma sarà discussa nei prossimi mesi.
È stato inoltre definito un meccanismo per stabilire il limite massimo di euro digitali per persona, che servirà per evitare un deflusso rilevante di depositi dalle banche. La Bce dovrà fare una proposta su un tetto che dovrà essere approvata o modificata dai governi. Dopo l’intervento del Consiglio Ue, la Bce fisserà il limite di detenzione restando sotto il tetto massimo concordato con i governi. Così la banca centrale manterrà indipendenza e gli Stati potranno comunque esprimersi.
Il Consiglio Ue potrebbe raggiungere venerdì anche un’intesa in tema di cartolarizzazioni. La Commissione ha proposto una normativa per semplificare le transazioni standard e garantire requisiti ridotti, con l’obiettivo di liberare spazio nei bilanci bancari e aumentare il credito all’economia.
Secondo la Bce, tuttavia, Bruxelles è andata troppo in là con i benefici patrimoniali e ha agevolato eccssivamente anche operazioni meno semplici come quelle sintetiche.
Il Consiglio Ue ha trovato un compromesso che consentirà vantaggi rispetto al modello attuale, anche se la normativa sarà più cauta di quella proposta inizialmente dalla Commissione. (riproduzione riservata)