L’introduzione di un progetto di valuta digitale in Europa rappresenta un progetto coerente con i trend in atto a livello tecnologico, ma acquista una valenza strategica a partire dalla crisi geopolitica apertasi con l’invasione russa in Ucraina nel febbraio 2022, che ha aumentato per l’Unione Europea la necessità di investire sulla propria sicurezza. A oggi il mercato interno dell’Ue non dispone di un sistema di pagamenti finanziari autonomo.
L'introduzione dell'euro digitale previsto dal Single Currency Package (Scp), concepito come una forma di moneta elettronica emessa dalla Bce, aspira a offrire un'alternativa europea autonoma, sicura ed efficiente ai pagamenti elettronici, complementare alle attuali valute fisiche e digitali, riducendo la dipendenza Ue dalle infrastrutture finanziarie esterne. Tuttavia, l'implementazione di un sistema così complesso e innovativo espone, inevitabilmente, l'infrastruttura finanziaria a inediti e sofisticati rischi di matrice cibernetica.
In primo luogo, una piattaforma centralizzata di gestione dell’euro digitale costituisce un obiettivo appetibile per operatori malevoli, siano essi hacker individuali, gruppi criminali organizzati o addirittura Stati-nazione ostili, che potrebbero compromettere l'infrastruttura informatica per manipolare o sottrarre fondi, ovvero per arrestare il sistema dei pagamenti o criptare dati, con la promessa di rilasciarli solo dietro il pagamento di ingenti riscatti, producendo effetti destabilizzanti per l'economia europea.
In secondo luogo, l'introduzione dell'euro digitale potrebbe aumentare il rischio di commissione di frodi finanziarie, riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo. La natura anonima e decentralizzata delle transazioni digitali potrebbe finire per agevolare tali attività illecite, ostacolando l'identificazione dei responsabili. Inoltre, l'euro digitale potrebbe incrementare esponenzialmente il rischio di frodi e furti di identità.
L'adozione di un siffatto strumento richiede, pertanto, la contestuale implementazione di meccanismi che assicurino una corretta gestione delle identità digitali degli utenti. La compromissione di tali identità potrebbe, infatti, consentire ai cybercriminali di accedere ai conti digitali degli utenti, effettuare transazioni non autorizzate e appropriarsi indebitamente di fondi. Sul punto, non si dimentichi, peraltro, che tale innovazione porterebbe con sé la gestione di un'enorme quantità di dati personali, tra cui informazioni finanziarie e transazionali degli utenti, di cui sarebbe necessario garantire la protezione, in conformità alle rigorose normative vigenti, prima tra tutte il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (Gdpr), al fine di consolidare la fiducia degli utenti nell’introducendo sistema finanziario digitale.
Per affrontare efficacemente i rischi sopra menzionati, è essenziale che le istituzioni europee e gli operatori del settore finanziario adottino un approccio proattivo e multidimensionale alla cybersicurezza. Tra gli interventi previsti entro il Single Currency Package, si prevedono forme di cooperazione internazionale e intersettoriale per affrontare i rischi cibernetici connessi all'euro digitale, nell’ottica di una risposta coordinata che coinvolga non solo le istituzioni finanziarie e le autorità di regolamentazione europee, ma anche le omologhe internazionali e che consenta la condivisione di informazioni, best practice e risorse per rafforzare la resilienza del sistema dei pagamenti digitali.
Inoltre, il ricorso a tecnologie avanzate, come l’AI e il machine learning, potrebbe migliorare significativamente la capacità di rilevare e prevenire attacchi informatici, monitorando le attività sospette, analizzando i modelli di comportamento e identificando le vulnerabilità in tempo reale. L'introduzione dell'euro digitale rappresenta un passo decisivo verso l'autonomia europea nel sistema dei pagamenti internazionali ma porta con sé una serie di rischi, che necessitano di essere attentamente presi in considerazione e gestiti. (riproduzione riservata)
*founding partner di Puccio Penalisti Associati
**Associate Dean & Pnrr Lab Director, Sda Bocconi.