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Eredità allargate
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Successioni Continua evoluzione per la famiglia. Il Notariato spiega come regolarsi nel passaggio dei beni, immobili e non

Eredità allargate

di Teresa Campo
Milano Finanza - Numero 030 pag. 56 del 13/02/2016

Meno nozze e meno nascite, ma più separazioni e più convivenze, con boom delle famiglie allargate così come dei figli nati fuori dal matrimonio tradizionale. Secondo gli ultimi dati Istat disponibili, sono stati ben 138 mila solo nel 2014 (quasi 26 mila in più rispetto al 2008) rispetto ai quasi 365 mila figli nati nel matrimonio, 100 mila in meno rispetto al 2008. E questo anche a causa del forte calo della nuzialità registrato nello stesso periodo (-57 mila sposalizi tra il 2008 e il 2014). Si assiste quindi a un costante aumento dei nati da genitori non coniugati, oggi il 27,6% del totale delle nascite, con punte del 30% al Centronord. E il loro numero è destinato a crescere, indipendentemente dalla forma in cui verrà approvata la tormentata legge sulle unioni civili oggi in discussione in Parlamento.

Al di là della valenza socio-culturale e di qualunque implicazione morale, il fenomeno è destinato ad avere, anzi ha già, un impatto molto concreto su aspetti come la successione, quindi la suddivisione della ricchezza delle famiglie, che anche in quelle allargate è costituita da immobili e liquidità. Nasce da qui la XIII guida per il cittadino Genitori e figli, la legge oltre gli affetti, promossa dal Consiglio Nazionale del Notariato assieme a 12 associazioni dei consumatori, che si sofferma sugli aspetti legislativi della relazione genitori-figli alla luce delle novità introdotte nel 2014. Queste hanno equiparato il rapporto tra figli nati dentro o fuori il matrimonio, «anche a livello di terminologia, nel senso che ormai non esiste nemmeno più la definizione figlio naturale piuttosto che illegittimo», spiega il notaio Albino Farina, consigliere nazionale del notariato. «Per la legge esistono solo i figli tout-court. Anche i figli adottivi (tranne quelli maggiori di età e adottati in casi particolari) acquisiscono uno status in tutto e per tutto assimilabile ai figli legittimi, perdendo ogni vincolo di parentela con la famiglia biologica. Ammesso anche il riconoscimento del figlio adulterino».

Il vademecum descrive gli aspetti giuridici della relazione genitori-figli come la responsabilità genitoriale che si sostituisce alla potestà enfatizzandone gli aspetti doverosi di cura morale e materiale del figlio fino a quando non abbia raggiunto l'indipendenza economica; l'affidamento e l'adozione, nelle modalità ammesse in Italia, la procreazione assistita e tutte le misure di tutela quando si ha a che fare con minori; e ancora, l'amministrazione di sostegno, la fase successoria con i relativi aspetti fiscali e il passaggio generazionale di un'azienda.

Per comprendere la complessità a livello successorio basta guardare ad alcune delle domande poste più di frequente al notaio: «Come sono regolate le successioni in una coppia di coniugi con un figlio, se uno dei due ha anche un altro figlio nato da precedente matrimonio»? O ancora: «A quale strumento giuridico può ricorrere una coppia di coniugi che ha avuto figli da un precedente matrimonio o relazione, e desidera che i beni acquistati singolarmente da ciascuno dei coniugi prima del matrimonio spettino esclusivamente ai rispettivi figli di primo letto»? Mentre al contrario: «Cosa si può fare se in una coppia di coniugi uno dei due ha già un figlio, e l'altro desidera instaurare con esso un legame giuridico, oltre che sociale»?

Oltre a rispondere ai singoli quesiti, la Guida fornisce alcuni punti cardine per comprendere la ratio della normativa attuale. Il primo, già accennato, è che per un genitore i propri figli hanno tutti gli stessi diritti successori, indipendentemente dal fatto che siano nati o meno nel matrimonio o nella relazione in corso. L'eventuale eredità andrà quindi divisa in parti uguali, una volta tolta la quota di legittima dovuta per legge al coniuge. E i diritti sono gli stessi anche quando si parla di eredità di un congiunto, tipo nonni o zii. «Non così accade ovviamente per i figli che il coniuge o convivente può aver avuto da una precedente relazione», prosegue Farina, «che non potrà vantare nessun diritto successorio nei confronti del patrigno o matrigna, a meno che questi ultimi non facciano ricorso alla cosiddetta adozione in casi particolari: il coniuge può adottare il figlio minorenne dell'altro coniuge presentando istanza al tribunale, previo consenso dell'altro genitore biologico. Con l'adozione il figlio del coniuge diventa figlio dell'adottante, quindi abilitato a succedergli in caso di suo decesso, ma conserva al contempo il rapporto di parentela con entrambi i genitori biologici, avendo quindi diritto anche alla successione di questi ultimi». Possibile per contro che una coppia che ha avuto figli da un precedente matrimonio o relazione lasci i beni acquistati singolarmente da ciascuno dei coniugi prima del matrimonio solo ai rispettivi figli di primo letto. Come? Scartando la donazione perché potenzialmente impugnabile dal coniuge superstite con un'azione di riduzione. «Meglio piuttosto donare del denaro al proprio figlio e poi vendere a questi la nuda proprietà che egli acquisterà con il denaro ricevuto in donazione», suggerisce Farina, «perché in tal caso sarà soggetta ad azione di riduzione solo la donazione del denaro, non quella del bene immobile, la cui commerciabilità successiva è salva. In alternativa è possibile trasferire la nuda proprietà del bene al proprio figlio, mediante corrispettivo di una rendita vitalizia o di prezzo dilazionato, ma ovviamente solo a condizione che il figlio abbia una capacità economica adeguata». (riproduzione riservata)



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