L’assemblea degli azionisti di Equita del 22 aprile si è distinta per un consenso quasi unanime su tutti i punti all’ordine del giorno. Il bilancio 2025 è stato approvato con il 99,9% dei voti presenti, così come la proposta di distribuzione di un dividendo di 0,40 euro per azione (yield superiore al 6,5%). La prima tranche di 0,20 euro per azione verrà corrisposta il 20 maggio e la seconda di pari entità il 18 novembre.
Quanto alla governance gli azionisti hanno deliberato un board composto da nove membri, in carica per tre esercizi fino all’approvazione del bilancio 2028. La lista espressione del management-azionista ha raccolto il 70,8% dei voti, assicurandosi la maggioranza dei seggi. La presenza di una rappresentanza degli investitori istituzionali, con l’ingresso di Silvia Demartini, contribuisce a mantenere un equilibrio nella dialettica interna al consiglio.
Dal punto di vista della composizione, il nuovo cda presenta una struttura articolata: quattro amministratori esecutivi, due non esecutivi e tre indipendenti. Rilevante anche il profilo della diversity, con quattro consiglieri donne su nove. Un assetto che riflette le best practice di mercato e rafforza il posizionamento della società nel segmento Star.
Sul piano delle nomine operative, l’assemblea ha indicato Andrea Vismara come presidente del consiglio di amministrazione, mentre il board, riunitosi successivamente, ha definito la squadra esecutiva con Carlo Andrea Volpe vice-presidente esecutivo e Luigi de Bellis e Simone Riviera amministratori delegati. Una struttura duale nella funzione di ceo che segnala la volontà di presidiare in modo più capillare le diverse aree di business.
Particolarmente significativa è l’introduzione della figura del lead independent director, affidata appunto a Silvia Demartini. Si tratta di un segnale di apertura verso il mercato: questa figura avrà il compito di coordinare le istanze degli amministratori indipendenti e fungere da interlocutore privilegiato per gli azionisti rilevanti, rafforzando i presidi di governance e la qualità del dialogo con gli investitori.
L’assemblea dei soci di Equita ha, infine, approvato il rinnovo dell’autorizzazione all’acquisto di azioni proprie, fino a un massimo di 1,5 milioni di titoli (il 2,8% del capitale), subordinatamente al via libera di Banca d’Italia. Una strategia di gestione flessibile del capitale che potrà supportare politiche di remunerazione degli azionisti e operazioni di natura straordinaria. (riproduzione riservata)