Equita promuove Danieli a buy e alza il target price da 14,5 euro a 23,7 euro (da 8,8 a 15,2 per Danieli Risparmio), inserendo il titolo nel proprio portafoglio small cap dopo i risultati resi noti ieri relativi al primo semestre, decisamente migliori rispetto alle attese. Gli analisti della Sim hanno riconosciuto l'ottimo posizionamento del gruppo per beneficiare dell'imminente accelerazione "green" del settore dell'acciaio, sottolineando come il primo semestre del 2021 dovrebbe altresì mostrare un business resiliente e migliorato rispetto a quanto osservato nel 2020.
In particolare, Equita riconosce il momentum positivo negli utili, con un tasso composto di crescita annuale del 24% secondo le stime per il periodo 2020-2023, a cui si deve sommare il valore aggiunto che Danieli trarrà dalle tecnologie per la produzione green dell'acciaio, "che ci aspettiamo possano godere di una forte domanda nei prossimi anni e, di conseguenza, migliorare l'outlook per la divisione plant-making del gruppo", sottolineano gli analisti. Non solo, perché la ripresa dei principali end-markets, che sta portando ad un miglioramento della domanda di acciaio, sarà un ulteriore motore propulsore per i guadagni del gruppo, così come l'opzionalità legata all'ordine relativo alla decarbonizzazione dell'impianto dell’ex-Ilva, "su cui riteniamo che Danieli abbia un ottimo posizionamento", argomentano da Equita.
Ieri la pubblicazione dei risultati del primo semestre al 31 dicembre 2020, che ha visto un margine operativo lordo in crescita del 46% a 96 milioni (Equita stimava un valore di 76 milioni) rispetto allo stesso periodo dello scorso esercizio, trainato dal settore plant-making, che ha beneficiato nel periodo di margini aggiuntivi legati al completamento positivo di alcuni progetti e di un settore steel-making in ripresa nella seconda metà del 2020. L’utile netto delle attività in funzionamento è ammontato a 17 milioni di euro (Equita stimava un valore di 10 milioni) e non include al 31 dicembre 2020 le attività in chiusura del tubificio Esw in Germania, mentre il risultato netto dei primi sei mesi dell’esercizio 2020/2021 è sceso condizionato dalle differenze cambio negative legate all’allineamento della cassa e delle altre poste di bilancio espresse in dollari. La posizione finanziaria netta è risultata superiore alle stime di Equita (908 milioni rispetto ad un valore previsto di 878 milioni), mentre il fatturato complessivo di 1,278 miliardi è stato in linea con le stime degli analisti.
Per quanto riguarda le stime degli analisti, per la divisione steel-making sono state confermate le previsioni complessive relative al 2021, ma è stata alzata quella sull'ebitda 22-23 del 12-13%, scontando una dinamica della domanda, con volumi ora attesi a 1,45 milioni nel 2023 dai precedenti 1,33 (+13% nel tasso composto di crescita annuale 2020-23) e dei prezzi dell'acciaio più favorevole.
Anche per la divisione plant-making l'ebitda, stavolta relativo al periodo 21-22, è stato visto al rialzo del 3%, scontando migliori margini, con gli analisti di Equita che si aspettano valori dei margini intorno al 5,8% nel 2020 e al 6,9% nel 2022. Per il 2023, sempre per la divisone plant-making, il fatturato e l'ebitda sono stati visti in rialzo del 3% e del 6%, anche grazie alle previsioni maggiormente positive sugli ordini, per i quali si prevede un aumento. A livello consolidato, Equita alza le stime sull'ebitda del 2021 del 3%, del 2022 del 7% e del 2023 del 10%, con un utile adjusted visto al rialzo rispettivamente del 6%, del 13% e del 16%.
"Le nostre stime sono coerenti la guidance societaria", sottolineano gli analisti, che sulla base delle nuove previsioni e di un multiplo prezzo/utili al 2022 di 14,5 volte (rispetto alla precedente stima di 11,5 e leggermente superiore al multiplo storico di 13,5 volte), giustificabile anche alla luce del re-rating di settore, di un migliore outlook (produzione in Europa attesa a +11% nel 2021 con gli end-markets in ripresa) e di una maggiore visibilità sulla crescita post Covid-19, alzano il target delle azioni ordinarie a 23,7 euro rispetto al valore di 14,4 precedente, e il target price di Danieli Risparmio a 15,2 euro dal valore di 8,8 precedente, assumendo il tasso di sconto applicato dal mercato come giusto. Con questo target price, Danieli tratterebbe ad un multiplo prezzo/utili al 2022-23 di 14,2-12,5 volte. Il titolo, nel frattempo, vola a Piazza Affari, dove guadagna il 9,31%, portandosi a un valore di 20,90 euro. (riproduzione riservata)