Equita Sim alza il target price su Mediobanca in vista dei risultati relativi al terzo trimestre fiscale, che verranno pubblicati il prossimo 11 maggio. Gli analisti della Sim prevedono un trimestre in continuità con i trend registrati in quello precedente, sia da un punto di vista operativo sia dell'asset quality, e non si aspettano un peggioramento del costo del rischio industriale. Allo stesso modo, prevedono una conferma di un'ampia dotazione di capitale, con un Cet 1 atteso superiore al 16% in assenza di impatti regolatori materiali e stimano una prosecuzione di una solida performance nel segmento Cib (corporate banking interbancario), anche se su livelli leggermente più bassi rispetto ai fortissimi numeri del primo e del secondo trimestre.
Inoltre, prevedono un margine d'interesse (net interest income) in leggero calo su base trimestrale, in quanto il secondo trimestre non aveva incluso alcune partite non ricorrenti e in quanto nel segmento consumer ci si aspettano volumi medi in leggero calo e un mix di prodotto meno redditizio per effetto del lockdown, senza contare che il terzo trimestre è stato caratterizzato da un minor numero di giorni lavorativi.
Nel Wealth Management, "ci aspettiamo una prosecuzione del trend di aumento delle masse, sia per raccolta netta che effetto mercato, e di rafforzamento della forza commerciale", sottolineano gli esperti della sim che, nello specifico, stimano ricavi per il gruppo pari a 621 milioni di euro, con una variazione del +7% su base annuale e del -8% su base trimestrale. In aggiunta, il margine d'interesse è previsto a 350 milioni, in calo sia su base annuale (-4%) sia trimestrale (-3%), mentre le commissioni dovrebbero essere pari a 164 milioni, in aumento del 4% su base annuale e in calo del 15% rispetto al trimestre precedente.
L'utile operativo è atteso a 308 milioni, mentre gli accantonamenti per perdite su crediti a 70 milioni (58 punti base rispetto ai 50 punti base del primo semestre). L'utile netto dovrebbe essere di 149 milioni di euro, in aumento del 76% su base annuale, mentre l'utile nei nove mesi dell'esercizio dovrebbe ammontare a 559 milioni.
"Abbiamo effettuato un fine-tuning delle nostre stime per incorporare un approccio meno prudente sugli accantonamenti e sul margine d'interesse", evidenziano gli analisti. "Complessivamente abbiamo alzato le stime sull'utile netto 2021 del 7%, da 659 a 706 milioni di euro, con un costo del rischio a 61 punti base rispetto ai 69 precedenti, in linea con la guidance per l'intero anno di 60-65 punti base. Per il 2022-2023 prevediamo un utile compreso tra 733-783 milioni di euro, in aumento dell'1-2% rispetto alle precedenti stime".
Alla luce di questi fattori, "aumentiamo il target price sul titolo Mediobanca dell'11% a 10,8 euro ad azione, frutto della revisione al rialzo delle nostre stime, dell'incremento del valore della quota in Generali e di una leggera riduzione del costo del capitale. Confermiamo il rating buy sul titolo alla luce di fondamentali molto solidi e di una valutazione attraente, con un rapporto prezzo/capitale tangibile al 2022-2023 stimato a 0,7 volte, con un ritorno sul capitale tangibile del 6,4%-6,7% e un rapporto prezzo/utile pari a 10,5-11,5 volte. Stimiamo, infine, un rendimento da dividendo del 5,9%", concludono gli analisti di Equita. Attualmente, il titolo Mediobanca, quotato alla Borsa di Milano, scambia in ribasso dello 0,36% a quota 9,362 euro. (riproduzione riservata)