Aprile si apre con l’incognita del Liberation Day (dazi reciproci per mercoledì 2 aprile), lasciandosi alle spalle un mese di marzo negativo (mercati azionari globali -3,5%, da inizio anno -1,1%) proprio a causa dell'incertezza legata alle politiche commerciali, con l'attenzione focalizzata sull'annuncio dei dazi del 2 aprile da parte di Donald Trump. Le preoccupazioni per l'impatto inflazionistico dei dazi, in particolare sulle auto e il rischio di ritorsioni da parte di Canada e Messico, hanno ulteriormente pesato sul sentiment.
Inoltre, «i segnali di un consumatore Usa più cauto, con il calo della fiducia e l’aumento delle aspettative di inflazione, hanno alimentato le preoccupazioni per la crescita economica», sottolinea Luigi de Bellis, responsabile research team di Equita le cui stime sul pil Usa per il 2025 sono state ridotte dal +2,3% di fine febbraio a poco sotto il +2% attuale. Il mese di marzo, però, ha visto anche la svolta espansiva della politica fiscale tedesca, con l'approvazione a tempo record della riforma costituzionale necessaria per allentare il freno al debito.
Ma gli indici europei e italiani hanno nuovamente sovraperformato quelli statunitensi. Da inizio anno hanno registrato un +7/+12% contro il -6% degli Usa grazie al miglioramento delle aspettative sull’economia europea rispetto agli Usa e la riduzione del rischio politico nell’Ue con maggiori probabilità di un cessate il fuoco in Ucraina e un de-rating del settore tecnologico negli Stati Uniti. Attualmente, il multiplo prezzo/utile dell’Eurostoxx600 è salito a 14 volte (da 13 a inizio anno), mentre quello dello S&P500 è sceso a 20,2 (da 21,7). Di conseguenza, nota de Bellis, il divario tra i multipli si è ridotto a 6,2, rispetto al picco di 9 registrato con l’elezione di Trump, ma ancora sopra la media storica degli ultimi cinque anni a 5,5.
«Questo indica che gran parte della sovraperformance di breve periodo potrebbe essersi già concretizzata. Tuttavia, riteniamo che ci sia margine per un ulteriore miglioramento, sostenuto da un’accelerazione più favorevole del trend macro in Europa rispetto agli Stati Uniti», continua l’esperto di Equita che, quindi, conferma la sua visione leggermente positiva sui mercati azionari, mantenendo un buffer di liquidità per sfruttare eventuali correzioni. «Il nostro scenario base rimane invariato e prevede un'economia globale resiliente, capace di evitare la recessione, nonostante il recente peggioramento delle aspettative sulla crescita globale a causa dei venti contrari derivanti dai cambiamenti politici della nuova amministrazione Trump e dai tagli alla spesa pubblica», precisa de Bellis, ritenendo che i benefici per la crescita economica derivanti dai tassi più bassi e dall’eccezionale svolta espansiva della politica fiscale in Germania e dell'Ue, supereranno l'eventuale impatto negativo dei dazi Usa sull'Europa.
Nel portafoglio raccomandato, Equita ha aumentato il peso dell’investito al 94% (dal 92,5% del mese precedente), mantenendolo comunque sopra il peso neutro del 90%. A livello settoriale, «manteniamo un sovrappeso complessivo sui finanziari e sul settore healthcare. Siamo leggermente sovrappeso nell'energy, mentre restiamo neutrali sulle utilities, lusso e tecnologia», precisa de Bellis.
Con il cambio del mese, Buzzi (buy e target price a 52 euro) entra nel portafoglio principale della Sim. Post risultati del 2024 e la performance recente del titolo (-17,5% assoluta nelle ultime due settimane) Equita ha reinserito Buzzi nel suo portafoglio principale considerando che è uno dei titoli maggiormente esposti alla Germania (13% dell’ebitda) e quindi al maxi piano infrastrutturale recentemente approvato che, sebbene non abbia impatti nel breve, migliora l’outlook di medio periodo per il Paese.
In secondo luogo, ha un’alta esposizione agli investimenti infrastrutturali sia in Europa sia negli Stati Uniti, da preferire rispetto al residenziale in questo contesto fornendo una maggior resilienza della domanda; ha la struttura finanziaria più solida del settore (cassa netta 2025 pari al 14% della market cap) offrendo protezione e flessibilità operativa. Inoltre, il nuovo piano di buyback può dare supporto al titolo e conferma un approccio più proattivo del management sull’allocazione del capitale e tratta con uno sconto ingiustificato rispetto ai competitor europei: 4,5-4 l’ev/ebitda 2025-2026 a sconto del 30% sul suo multiplo storico e del 40% sui peers europei, sconto che si è recentemente ampliato da un livello storico del 30%. Invece, Equita ha ridotto il peso di Banca Mediolanum (buy e target price a 15 euro) nel suo portafoglio principale di 50 punti base, prendendo parziale profitto a seguito della recente forte performance dell’azione. (riproduzione riservata)