Il Ftse Mib archivia la seduta odierna con un rialzo marginale dello 0,11% a quota 50262 punti, dopo aver toccato quota 51.000 negli scambi intraday spinta dal risiko bancario.
Sul fronte geopolitico, Iran e Israele hanno posto fine a un'escalation di attacchi reciproci, allentando alcune preoccupazioni circa la possibilità che il presidente statunitense Donald Trump riesca a raggiungere un'intesa con Teheran. Il segretario all'Energia degli Stati Uniti, Chris Wright, ha affermato che il traffico navale attraverso lo Stretto di Hormuz sta "aumentando in modo significativo", ma non ha fornito dati specifici sull'entità dell'aumento dei flussi di petrolio attraverso Hormuz.
Dall'agenda macro, il deficit commerciale degli Stati Uniti si è ridotto a 55,9 miliardi di dollari ad aprile, in calo rispetto ai 56,6 mld del mese precedente. Gli economisti prevedevano un disavanzo pari a 56,1 mld usd. Sempre negli Usa, le vendite comparabili misurate dall'indice Redbook sono cresciute del 9,1% su base annua nella settimana terminata il 6 giugno, dopo un incremento del 9% nell'ottava precedente.
A piazza Affari, i protagonisti del risiko bancario italiano trainano i guadagni. Spiccano Unipol con un balzo del 4,67% e Bper a +2,9%, grazie ai benefici attesi dall'operazione su B.Mps. Bene anche la banca senese che sale a +2,63% e la controllata Mediobanca che guadagna il 2,97%. Seduta positiva anche per Intesa Sanpaolo che mette a segno un rialzo dello 0,91%, rispetto alle vendite della vigilia.
Bene Azimut H. (+0,6%), che ha registrato una raccolta netta totale di 1,5 miliardi nel mese di maggio 2026.
In rosso i titoli energetici: le maggiori vendite su Prysmian (-4,24%), Saipem (-0,99%), Eni (-1,6%) e Tenaris (-3,13%).
Tonfo di Stm (-5,94%), che ha accentuato le perdite con la virata in territorio negativo del Nasdaq.
Sull'automotive, Stellantis (-1,9%) ha avviato il richiamo di oltre 1,3 milioni di suv e pick-up Jeep in tutto il mondo a causa del rischio di incendi.
Fuori dal paniere principale, Cementir H. è balzata del 4,77% dopo l'accordo siglato dalla controllata Aalborg Portland con la Danish Energy Agency per ricevere un sussidio per la cattura della CO2 relativo al progetto Accsion, per complessivi massimi 2,2 miliardi di euro nell'arco di 15 anni a partire dal 2030, ovvero dal momento in cui è prevista la piena operatività del progetto.