Eni e i partner Vitol e Petroci sono pronti a far partire la nuova fase di sviluppo del giacimento di Baleine, in Costa d’Avorio, il più grande mai scoperto nel paese africano. L’annuncio della Fid, la decisione finale d’investimento, è stato dato il 25 maggio nella capitale ivoriana, Abidjan, alla presenza del ministro delle Risorse Minerarie della Costa d’Avorio Mamadou Sangafowa-Coulibaly.
La fase 3 cosiddetta full field porterà la produzione di olio da 60mila a 150mila barili al giorno e quella di gas da 2,3 a 5,66 milioni di metri cubi al giorno, cifre che confermano il potenziale della Costa d’Avorio come una delle aree energetiche più promettenti dell’Africa occidentale.
Secondo indiscrezioni di mercato, il valore dell’investimento per la fase 3 è di circa 4 miliardi di dollari.
«Baleine rappresenta la piena espressione del modello di esplorazione e produzione di Eni, fondato sull’eccellenza nelle attività esplorative, sulla capacità di sviluppare progetti in modo rapido e per fasi, e su un impegno solido verso la sostenibilità, in costante dialogo con il Paese che ci ospita», è il commento dell’ad di Eni, Claudio Descalzi. «Questo progetto testimonia il nostro impegno a contribuire al rafforzamento della sicurezza energetica, allo sviluppo delle economie locali e a un futuro energetico a minore intensità carbonica».
La fase 3 prevede la realizzazione di una nuova Fpso, l’unità galleggiante di produzione, stoccaggio e scarico a basso impatto ambientale (qui i piani di Eni per valorizzare il gnl galleggiante). Tutto il gas prodotto sarà destinato al mercato domestico, contribuendo al fabbisogno energetico della Costa d’Avorio, all’espansione della generazione elettrica e al rafforzamento dello sviluppo industriale del Paese, dove Eni è presente dal 2015 sia con Baleine che con l’altra scoperta Calao.
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