Vår Energi si tiene pronta per eventuali operazioni straordinarie, senza rinunciare alla generosa politica di dividendi inanellata negli ultimi trimestri, che ha contribuito a sostenere il titolo sul listino di Oslo. Dalla documentazione dell’assemblea degli azionisti, in programma per il 29 maggio, emerge infatti che il board vuole continuare a garantirsi la più ampia flessibilità finanziaria, chiedendo l’autorizzazione a un possibile aumento del capitale sociale fino a 39,94 milioni di corone norvegesi, tramite emissione di nuove azioni.
Si tratta di una delega che la controllata norvegese di Eni (63%) terrà aperta per cogliere eventuali occasioni sul mercato. E se a prima vista la cifra può sembrare modesta per una società petrolifera che capitalizza 112 miliardi di nok, l’equivalente di 10,6 miliardi di euro, va considerato che nelle carte assembleari, come vuole il diritto societario norvegese, il limite viene espresso in termini di valore nominale e non di raccolta effettiva. In concreto, perciò, la delega consentirebbe l’emissione di circa 249,6 milioni di nuove azioni, pari a circa il 10% del capitale esistente.
Ai prezzi correnti di borsa (il titolo ha chiuso a 45,7 Nok la seduta del 28 maggio) il controvalore teorico massimo dell’operazione si avvicinerebbe a un miliardo di euro.La delega da approvare oggi sarà valida fino all’assemblea del 2027, e potrà essere utilizzata per investimenti, acquisizioni, fusioni, scissioni e altre operazioni straordinarie, con possibilità di escludere il diritto di opzione degli azionisti.
Il messaggio più forte che emerge dalla documentazione assembleare resta però quello della fiducia nella generazione di cassa. Vår Energi propone infatti un dividendo relativo al primo trimestre 2026 da circa 300 milioni di dollari, con pagamento previsto il 12 giugno. Di questi, circa 190 milioni andranno a Eni.
Secondo quanto riportato al mercato, inoltre, il gruppo potrebbe valutare ulteriori distribuzioni straordinarie nel caso in cui i prezzi energetici restassero sostenuti, un poì come la capogruppo Eni con il potenziale dividendo straordinario legato al Brent.
La società guidata dal ceo Nick Walker continua intanto a beneficiare della centralità energetica della Norvegia nel mercato europeo. Vår Energi è ormai diventato il secondo produttore petrolifero quotato della Norvegia per volumi, alla spalle del gigante Equinor ma davanti ad Aker Bp, grazie a una produzione record nel primo trimestre 2026, con una media giornaliera di oltre 400mila barili equivalenti al giorno.
La Norvegia è ormai diventata il principale fornitore di gas dell’Europa dopo il crollo delle esportazioni russe, con una quota attorno al 30% delle importazioni e volumi rimasti vicini ai massimi storici anche nel 2025-2026. Secondo Gassco, la società pubblica che gestisce la rete dei gasdotti norvegesi, le esportazioni via pipeline verso l’Europa, Italia compresa, hanno raggiunto i 115 miliardi di metri cubi nel 2025 e la produzione norvegese di gas dovrebbe restare sopra i 120 miliardi di mc anche nel 2026.
(riproduzione riservata)