I risultati del secondo trimestre 2025 di Eni hanno largamente battuto le attese, con un utile netto rettificato di circa 1,13 miliardi di euro, oltre il 20% sopra le stime di consenso e un cash flow operativo rivisto al rialzo per l’intero anno. Tuttavia, le reazioni degli analisti non sono unanimi: tra le banche d’affari c’è chi rilancia su target price e prospettive e chi resta più prudente, segnalando valutazioni già matabolizzate dal mercato e lo scenario di estrema volatilità. Alle ore 12:30 il titolo Eni saliva dello 0,6% a 14,49 euro.
Ecco i giudizi post-trimestrale delle principali banche d’affari.
Per Barclays si tratta di un classico «beat and raise». La banca britannica ha alzato il target price da 16,50 a 17,50 euro, lasciando invariata la raccomandazione Overweight, con un potenziale upside del 21,5% rispetto ai livelli attuali. Il miglioramento del Cffo 2025 da 11 a 11,5 miliardi di euro, la conferma del buyback di 1,5 miliardi di euro e del dividendo di 1,05 (prima tranche di 0,26 euro per azione a settembre) e il rafforzamento del segmento Gas & Power sono gli elementi chiave del giudizio positivo. Il profilo finanziario, sottolinea Barclays, sta mostrando segnali tangibili di consolidamento.
Morgan Stanley riconosce la bontà dei risultati, ma invita a moderare l’entusiasmo. Il giudizio resta Equal-weight, con target confermato a 13,80 euro. Per la banca americana, l’aggiornamento della guidance era in gran parte atteso, e la lieve riduzione del debito netto viene vista come miglioramento incrementale. La conferma della politica di remunerazione è apprezzata, ma priva di elementi nuovi tali da giustificare una revisione al rialzo delle valutazioni.
Goldman Sachs giudica positiva la trimestrale di Eni, segnalando che anche il risultato operativo è superiore del 5% alle attese. Il segmento Gas & Power sorprende la banca d’affari con un utile operativo in aumento dell’89%, tanto che il gruppo ha rivisto al rialzo anche l’obiettivo di fine anno a un miliardo dai precedenti 800 milioni. In evidenza la conferma del dividendo (1,05 euro per azione) e del buyback da 1,5 miliardi, già in corso. Gli investimenti restano sotto controllo (capex sotto 8,5 miliardi lordi, 6 miliardi netti) e la produzione è stabile a 1,7 milioni di barili equivalenti al giorno.
Akros legge in chiave positiva i risultati, evidenziando l’ utile netto rettificato superiore alle stime e il miglioramento della leva finanziaria proforma, attesa tra 0,15 e 0,20 a fine anno. La raccomandazione resta Buy, con target price confermato a 17 euro. L’aggiornamento del Cffo a 11,5 miliardi rafforza la solidità del profilo finanziario, mentre la disciplina nell’allocazione del capitale viene definita coerente con gli obiettivi strategici del gruppo.
Citi osserva una performance superiore al consenso, grazie al contributo del gas trading sui mercati europei e a una pressione fiscale ridotta nell’Upstream. Tuttavia, il giudizio resta Neutral, con target a 13,50 euro. Il debito netto è stabile trimestre su trimestre, ma la banca evidenzia un possibile miglioramento nella seconda metà dell’anno, grazie a disinvestimenti per circa 4 miliardi di euro. Citi apprezza il deleveraging in atto, ma ritiene che altri titoli del settore, come TotalEnergies, offrano prospettive di crescita più convincenti, in particolare sul fronte della compressione dei multipli.
Per Gabriel Debach, analista di mercato di eToro, Eni è promossa a pieni voti, la trimestrale è definita «eccellente». Nonostante il calo del Brent del 20% su base annua e l’apprezzamento dell’euro sul dollaro (+5%), l’analista sottolinea che Eni ha migliorato la guidance sul cash flow operativo, confermato distribuzioni per 3 miliardi di euro e portato la leva proforma al minimo storico dello 0,10. In un settore dove molti abbassano il profilo, ENI mantiene rotta e disciplina. Il linguaggio del management, afferma Debach, è chirurgico: riconosce le difficoltà, ma le incardina in una narrazione di continuità ed esecuzione.
Equita, con giudizio Buy e target a 16 euro sottolinea la resilienza del trimestre, con un utile netto rettificato -25% anno su anno, ma meglio del -38% atteso. La produzione è in linea con le attese (-3% anno su anno), mentre il trading gas (Ggp) ha spinto la guidance divisionale 2025 da 0,8 a 1,0 miliardi. Il cash flow operativo adjusted (-29% anno su anno) è migliore del previsto, mentre il debito netto si è ridotto a 15,9 miliardi di euro, con leva in discesa dal 12% al 10%.
Anche per Jefferies, che conferma il rating Buy con target a 15 euro (+4% upside), il focus è sull’utile netto rettificato di 1,13 miliardi superiore al consenso, grazie al forte contributo di Gas & Power e a un tax rate più favorevole. La banca dìaffari sottolinea anche che il Cffo pre-working capital sale a 11,2 miliardi, e la leva finanziaria proforma scende al 10%, sostenuta anche dalla cessione del 30% di Enilive a Kkr. L’attenzione ora, secondo Jefferies, è sui prossime decisioni finali d’investimento dei progetti in rampa di lancio, sull’ottimizzazione del portafoglio e sulle iniziative di riduzione dei costi. (riproduzione riservata)