Eni ha lanciato il 18 maggio due emissioni obbligazionarie del valore nominale complessivo di 2 miliardi di euro nell'ambito del programma di Euro Medium Term Note deliberato dal consiglio di amministrazione il 2 aprile 2026 (qui tutti i dettagli). I bond, riservati a investitori istituzionali, hanno ricevuto ordini per oltre 7 miliardi di euro, soprattutto da Regno Unito, Germania, Italia e Francia. Più nel dettaglio, da quanto trapela da fonti finanziarie, si sono mossi circa 180 investitori, 14 dei quali con ordini superiori a 100 milioni. Proprio la domanda elevata ha consentito sia di incrementare l’ammontare complessivo del collocamento a 2 miliardi sia di restringere di circa 30 punti base il rendimento inizialmente proposto su entrambe le emissioni, arrivando a 63 punti base per la tranche a 5 anni e a 100 per quella a 9 anni.
Il prestito obbligazionario della durata di 5 anni (scadenza 26 maggio 2031) è stato collocato per un ammontare di 750 milioni di euro, ad un prezzo di re-offer del 99,465% e pagherà una cedola annua dello 3,5%. Il secondo, della durata di 9 anni (scadenza 26 maggio 2035) è stato collocato per un ammontare di 1,25 miliardi di euro, ad un prezzo di re-offer del 98,922% e pagherà una cedola annua del 4%. Di fatto, l’operazione in due tranche, ha un rendimento iniziale sopra i tassi MidSwap di 95 punti base per la tranche a 5 anni e di 130 punti base per quella a 9 anni. Le obbligazioni saranno negoziate sul mercato regolamentato di Borsa Italiana e della Borsa del Lussemburgo. La doppia operazione è volta a mantenere una struttura finanziaria equilibrata. I proventi verranno utilizzati per i fabbisogni generali di Eni.
L’11 maggio Eni ha collocato di due emissioni obbligazionarie a tasso fisso in dollari statunitensi con durata di 10 e 30 anni per un valore nominale complessivo di 3 miliardi, a fronte di una domanda complessiva di circa 15 miliardi di dollari, provenienti da circa 240 investitori professionali per ogni tranche. La breve distanza tra le due operazioni si spiega col fatto che, dopo un periodo di incertezza a causa dalle tensioni geopolitiche, sul mercato obbligazionario si è aperta una finestra favorevole che Eni ha subito colto. Il placement in euro è stato curato da un sindacato di banche composto da Deutsche Bank, Hsbc, Imi- Intesa Sanpaolo, J.P. Morgan, Natixis, Société Générale Corporate & Investment Banking, UniCredit, Bper Corporate & Investment Banking. (riproduzione riservata)