Dopo la trimestrale gli analisti tornano a fare il punto della situazione su Eni. Secondo gli specialisti di Equita Sim, la performance del secondo trimestre 2024 è risultata "solida e superiore alle attese accompagnata da un miglioramento dell’outlook... fra cui l’ebit adjusted proforma attorno a 15 miliardi di euro". Gli specialisti sottolineano la produzione ora attesa nella parte alta della guidance (1,69-1,71 migliaia di barili al giorno, +4% anno su anno) e gli investimenti netti scesi sotto i 6 miliardi grazie ai progressi più veloci delle attese sulle dismissioni. Equita apprezza poi le indicazioni "di disciplina di bilancio (riduzione del leva) e sul piano di buyback attuale da 1,6 miliardi che verrà accelerato nel secondo semestre". La Sim milanese si aspetta 1,1 miliardi dopo aver effettuato quasi 200 milioni di acquisto di azioni proprie nel secondo trimestre, mentre nel corso del terzo trimestre, Eni potrebbe incrementarlo di ulteriori 500 milioni, sottolinea Equita.
I punti forti sono tre: 1) il piano di dismissioni nette da 8 miliardi nel periodo 2024-27 potrebbe essere superato grazie al patrimonio di scoperte nel segmento upstream. Un passaggio che può essere monetizzato in anticipo tramite la strategia dual exploration model con la cessione di quote di minoranza oltre alla vendita di aree produttive non-core (Alaska, Nigera, Congo). A questo si aggiunga il recente annuncio su Enilive dell'accordo con KKR ed eventuali ulteriori cessioni di quote di Plenitude; 2) la valorizzazione complessiva di Enilive e Plenitude implicita dale recenti operazioni è di "22 miliardi, per un ebitda di 2 miliardi rispetto a quello stimato per il gruppo di 20 miliardi"; 3) l’attuale debolezza del mercato dei biocarburanti è attesa essere temporanea dato il trend di domanda nei prossimi anni. Già nel 2025 dovrebbe mostrare segnali di recupero significativi.
Equita modifica "lievemente le stime 2024 che erano già superiori alla guidance di Eni", ritiene che la guidance sul cash flow (CFFO) adjusted sia "piuttosto conservativa in funzione della buona performance" nel settore estrattivo e di scoperta dei giacimenti, in parte compensata dall’indebolimento del dei settori Refining e Chemical. A livello di utile per azione adjusted (eps), la Sim riduce la stima 2024 per l'incidenza fiscale (tax rate) che riflette il maggior peso del comparto E&P nel mix di profitti. Equita conferma il rating buy sul titolo Eni e il prezzo obiettivo di 19,50 euro, basato su un valore medio del Brent di 85 dollari il barile. Il titolo tratta a 6,6 volte il rapporto prezzo/utili. Secondo gli analisti, "la remunerazione è molto competitiva e pari ad un total shareholder return del 10-11% come risultante di un dividend yield del 7% e d un buyback yield potenzialmente al 4%". (riproduzione riservata)