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Nick Walker, ceo Var Energi
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Eni incassa dalla controllata Vår altri 189 milioni di dollari

di Angela Zoppo
21 ottobre 2025, 21:00 Ultimo aggiornamento: 21:36

La società norvegese conferma la dividend policy da 1,2 miliardi di dollari annui anche per il 2026 Produzione e ricavi in crescita nel terzo trimestre, ma margini in calo. Venerdì 24 i conti della capogruppo | L’Ue blocca il gas russo, stop ai nuovi contratti con Mosca. Cosa cambia dal 1° gennaio 2026 e quali le conseguenze

Nuova cedola in arrivo dalla Norvegia per Eni, che incasserà circa 189 milioni di dollari dal dividendo trimestrale della controllata Vår Energi. La società, quotata a Oslo e di cui il Cane a sei zampe detiene il 63,04 %, ha approvato la distribuzione di 300 milioni di dollari (pari a 1,211 corone norvegesi per azione), che sarà sottoposta all’approvazione dell’assemblea straordinaria dell’11 novembre 2025, con pagamento previsto il 25 novembre. In tutto Var Energi avrà distribuito agli azionisti cedole annuali per 1,2 miliardi di dollari: Eni incasserà 756 milioni, cifra che si ripeterà nel 2026 con la conferma della politica dei dividendi.

La decisione è stata presa dopo i conti del terzo trimestre 2025, che anticipano di pochi giorni quelli della capogruppo, in arrivo venerdì 24.

I numeri di Vår

Vår Energi ha registrato ricavi per 2,14 miliardi di dollari, in crescita del 16 % sul trimestre precedente grazie all’aumento dei volumi, saliti da 288 a 370 mila barili equivalenti/giorno, cifra che la avvicina all’obiettivo di 400 mila. Vår Energi prevede di mantenere nel medio periodo una produzione stabile tra 350 e 400 mila barili equivalenti/giorno, sostenuta dai circa 30 progetti in sviluppo e le 10 nuove approvazioni attese nel 2026.

Il forte incremento produttivo registrato nel terzo trimestre è dovuto soprattutto all’avvio di sette dei nove progetti previsti per il 2025, tra cui Jotun Fpso nel campo di Balder e Johan Castberg. Tuttavia, a fronte dei volumi più elevati, la società ha registrato prezzi medi di realizzo inferiori e maggiori costi di avviamento dei nuovi impianti, fattori che hanno inciso sulla redditività. L’ebit, infatti, è sceso a 1,07 miliardi di dollari dagli 1,19 miliardi del secondo trimestre, mentre l’utile ante imposte si è fermato a un miliardo da 1,23 miliardi e l’utile netto a 152 milioni da 217. Allo stesso tempo, però, la generazione di cassa è migliorata sensibilmente: il cash flow operativo è quasi raddoppiato a 1,23 miliardi di dollari (da 766 milioni) grazie ai maggiori volumi e alla gestione del capitale circolante.

Gli investimenti sono rimasti sostanzialmente stabili a 726 milioni di dollari (761 nel trimestre precedente), mentre il costo unitario di produzione è sceso da 12,7 a 10,6 dollari per barile equivalente, riflettendo le economie di scala generate dalle nuove piattaforme.

Il ceo Nick Walker, la compagnia è «più solida che mai»: la combinazione tra crescita produttiva e disciplina finanziaria, spiega, consente di mantenere la rotta sulla creazione di valore per gli azionisti.

Le stime sui conti Eni

L’attenzione del mercato si sposta ora su Eni, che pubblicherà i risultati del terzo trimestre 2025 venerdì 24 ottobre, a borsa ancora chiusa. Secondo Jefferies, Kepler Cheuvreux e Ubs, Vår Energi rappresenta circa un quinto della produzione complessiva della capogruppo e contribuisce in misura crescente alla generazione di cassa upstream. In base al consensus raccolto dal gruppo, gli analisti stimano un utile netto rettificato di circa 1 miliardo di euro, un ebit proforma di 2,8 miliardi e una produzione media di 1,72 milioni boe/giorno. (riproduzione riservata)



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