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Claudio Descalzi, ceo Eni
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Eni accelera sulle bioraffinerie, investimenti già raddoppiati e corsa al jet fuel bio

di Angela Zoppo
27 aprile 2026, 20:00

Ecco il crono-programma per la trasformazione dei siti e la spinta alla produzione di biocarburanti e Saf per gli aerei. I soli progetti della controllata Enilive coprono il 50% dei volumi necessari alla capogruppo guidata dall’ad Descalzi per triplicare la capacità entro il 2030

Mentre fa discutere il caso della più grande raffineria d’Italia, la Isab di Priolo, che come rivelato da MF-Milano Finanza (qui l’articolo che racconta la vicenda) risulta ancora in pegno ai russi di Lukoil, Eni accelera sul piano Refining: lo dimostrano i numeri del primo trimestre 2026 e i tanti progetti pronti al via nel cronoprogramma del gruppo guidato dall’ad Claudio Descalzi. Gli investimenti tecnici della controllata Enilive sono quasi raddoppiati da 33 a 63 milioni di euro (+ 91% anno su anno) principalmente per effetto dei progetti di bioraffinazione (EcofiningTm a Venezia e catalizzatori a Gela). Una crescita quasi analoga si ritrova alla voce Refining dell’area di business Refining, Chimica e Sites in transformation, dove gli investimenti sono passati da 74 a 137 milioni di euro (+ 85%) per l’attività legata alla conversione in bioraffineria del sito di Livorno, che dovrebbe essere completata quest’anno, con una capacità di 500 mila tonnellate l'anno.

I progetti al via

Al di fuori della cornice della relazione finanziaria Enilive ha incassato anche l’approvazione di due progetti di bioraffinazione per gli hub di Sannazzaro e Priolo, una spinta verso il traguardo di 2 milioni di tonnellate all’anno di nuova capacità. Sono state prese, infatti, le decisioni finali di investimento per la conversione in bioraffineria di una parte dell’hub di Sannazzaro, operazione che potrà contare anche su un finanziamento Bei da 500 milioni di euro, e per la costruzione di una nuova bioraffineria presso l’hub petrolchimico di Priolo in joint venture con Q8. I due siti, rispettivamente da 550 e 500 mila tonnellate l'anno, saranno completati entro il 2028. Anche Saipem è stata chiamata a lavorare per il progetto, aggiudicandosi un maxi-contratto.

Nell’insieme, i progetti di Enilive in Italia e nel sud-est asiatico rappresentano oltre il 50% del volume necessario per raggiungere l’obiettivo 2030 di più che triplicare l'attuale capacità produttiva da 1,65 milioni di tonnellate l'anno a oltre 5 milioni. Sul fronte internazionale, sono in costruzione bioraffinerie in Malesia (650 mila tonnellate l’anno, in joint venture con Petronas ed Euglena) e in Corea del Sud (400 mila tonnellate l’anno, con LG Chem).

Venezia si prepara a produrre il jet fuel ecologico

Intanto la bioraffineria di Venezia, prima al mondo a essere convertita da raffineria tradizionale a impianto per biocarburanti Hvo (Hydrotreated Vegetable Oil), è un cantiere sempre aperto. Tre progetti paralleli in corso ne stanno ridisegnando la struttura produttiva. Il primo riguarda l'idrogeno. È in fase di completamento un impianto di Steam Reforming che, una volta avviato consentirà di passare dal vecchio sistema alimentato da nafta fossile a uno che produce idrogeno a partire da metano da rete, bio-nafta e bio-gpl, tutti generati dalla stessa bioraffineria.

Il secondo cantiere è dedicato al Saf, il carburante sostenibile per l'aviazione. Si tratta di uno dei prodotti a più alto tasso di crescita della domanda. Anche l’Isab di Priolo, se la quota di maggioranza sarà effettivamente ceduta al gruppo Ludoil della famiglia Ammaturo, punterà sulla produzione di questo tipo di jet fuel (qui il piano di trasformazione). Il piano per Venezia prevede che già entro quest’anno diventi operativo un nuovo impianto per produrre biojet ricavato al 100% da materie prime rinnovabili, miscelabile fino al 50% con il jet fuel tradizionale. Il polo di Gela, in Sicilia, ha già inaugurato la sua linea Saf da 400 mila tonnellate l'anno. L'obiettivo al 2030 è produrre oltre due milioni di tonnellate di Saf, con la capacità che potrebbe raggiungere 1 milione di tonnellate l'anno già entro il 2026, per poi raddoppiare entro fine decennio. Il terzo intervento, atteso per il 2027, prevede una nuova sezione di deossigenazione che aumenterà la capacità della bioraffineria veneziana dalle attuali 400 mila a 600 mila tonnellate l'anno. (riproduzione riservata)



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