Il nome scelto dal nuovo amministratore delegato, l’ex di Vodafone Aldo Bisio, arrivato sulla tolda di comando di Engineering nell’aprile 2025, è evocativo: «Progetto Pantheon». È il mega piano di riorganizzazione con cui dopo solo tre mesi il manager, chiamato dai private equity Bain Capital e Renaissance a sostituire l’ex ceo Maximo Ibarra, punta a guidare la nuova fase di sviluppo del colosso della consulenza specializzato nella trasformazione digitale. E a preparare l’exit futura dei fondi entrati nel capitale di Engineering nel 2020.
Perché la scelta del nome Pantheon? Perché probabilmente dentro la società che sviluppa software informatici e applicativi per imprese, amministrazioni pubbliche ed enti locali da quasi 1,8 miliardi di fatturato (e poco meno di 300 milioni di ebitda) vi sono tante specializzazioni e verticali da cui estrarre ulteriore valore. Come? Attraverso spin-off, societarizzazioni ad hoc e rientri in casa madre. Il risultato è che, eliminando lo sconto holding, il patrimonio della stessa capogruppo Engineering ne può beneficiare.
Due numeri e un affresco di Engineering per capire: le 50 società del gruppo – che impiegano in tutto 14 mila dipendenti in 21 Paesi – hanno come clienti le aziende che operano in 11 settori merceologici: agricoltura, difesa-aerospazio e sicurezza nazionale, energy&utility, servizi finanziari, sanità, media, industry, retail&fashion, trasporti, government e smart city.
I software che Engineering sviluppa vanno dal cloud all’intelligenza artificiale che elabora banche dati interne, dalla cybersecutity alla blockchain e dall’internet delle cose ai gemelli virtuali (digital twin). In più il gruppo ha sette software proprietari - fra cui le piattaforme informatiche energy & utilities, healthcare, insurance, regolatory e retail - che vengono forniti trasversalmente dal gruppo e sui quali fino ad ora si è concentrata l’azione di Bisio.
«La società ha avviato un’operazione di riorganizzazione di alcuni rami d'azienda con l’obiettivo strategico di massimizzare il potenziale di alcune soluzioni software proprietarie del gruppo attraverso la creazione di società prodotto, di nuova costituzione oppure già esistenti nel gruppo e in ogni caso (direttamente o indirettamente) controllate da Engineering, ciascuna dedicata al singolo prodotto proprietario.
Ciò con l’intento di ricondurre in autonomi soggetti giuridici le funzioni di progettazione, sviluppo, commercializzazione, installazione e manutenzione del singolo prodotto», si legge in uno dei verbali dei consigli di amministrazione sul «Progetto Pantheon» di cui MF-Milano Finanza ha preso visione.
Fra agosto e ottobre sono state create cinque newco (fra cui Neta, Digitelematica, Alfahealth e Nexen) in cui dopo aumenti di capitale ad hoc verranno conferite le attività che supportano la trasformazione digitale rispettivamente nel settore energy&utilities, nel retail, nell’area sanità-telemedicina e nel settore bancario e dei pagamenti.
Parallelamente alcuni rami d’azienda in varie controllate come Municipia, Livebox, Engineering D.Hub e Be Digitech Solutions (che si focalizzerà sull’insurance) verranno trasferiti alla capogruppo Engineering o fra le altre società prodotto ad hoc. E altre controllate verranno fuse come Nexera in Alfahealth, sempre secondo il verticale industriale della sanità digitale. Anche il 60% che Engineering ha nella Piattaforma Nazionale di Telemedicina (Pnt Italia che gestisce la concessione decennale prevista dal Pnrr) confluirà nel polo salute.
La riorganizzazione ha interessato pure CConsulting che dovrebbe essere ridenoninata «Re-Insurance». A metà agosto il «Progetto Panteon» è stato notificato anche a Palazzo Chigi per la normativa golden power (visti i settori sensibili e i numerosi contratti che Engineering ha con le amministrazioni pubbliche). Il comitato governativo ha acceso il disco verde il 6 ottobre senza imporre condizioni.
Con il nuovo anno Engineering ha aperto i cantieri dei trasferimenti dei rami d’azienda e secondo alcune fonti vicine al dossier sarebbe vicina a cedere alcuni asset non core come Municipia. È la controllata che costruisce piattaforme digitali di servizi al cittadino per i comuni e a cui guarderebbero Poste e Amco.
La riorganizzazione ha una doppia valenza. Industriale: sia per generare efficienze e sinergie sia per sviluppare ulteriormente business contigui attraverso partnership, m&a e apertura del capitale. E finanziaria: le partecipazioni possono essere vendute a multipli più alti a fondi o a player che operano negli stessi settori. Si vocifera che anche le attività nell’healthcare potrebbero essere cedute. Allo stesso modo anche le società della galassia Engineering con basso apporto sull’ebitda di gruppo sono facilmente smobilizzabili. Bisio deve ridurre la leva finanziaria che nella gestione Ibarra ha comportato il taglio del rating di gruppo. (riproduzione riservata)