Progettazione, sviluppo, costruzione e gestione degli impianti: Energy Time, quotata sull’Egm dalla scorsa estate, è uno degli operatori emergenti nel panorama italiano delle energie rinnovabili, con un modello integrato che copre l’intera filiera di questa industria. Fondata nel 2008 con sede a Campobasso, la società ha progressivamente ampliato la presenza con sedi operative in Molise, Lombardia e Sicilia, consolidando un know-how significativo soprattutto nel fotovoltaico di media-grande dimensione e nel mini-eolico.
L’azienda opera secondo il modello conosciuto tra addetti ai lavori D-Epc-Om (development, engineering, procurement, construction & operation & maintenance), affiancando clienti che vanno dagli independent power producer (Ipp) ai fondi di investimento e imprese energivore nella realizzazione di impianti chiavi in mano. In oltre 15 anni di attività, Energy Time ha realizzato oltre 200 MWp di impianti fotovoltaici, contribuendo in maniera concreta alla transizione energetica del Paese.
Il 2025 ha rappresentato un punto di svolta nella storia del gruppo, segnato dall’ingresso su Euronext Growth Milan. La quotazione ha rafforzato il posizionamento dell’azienda e ne ha sostenuto il percorso di crescita, come sottolineato dal presidente e ad Marco Pulitano. «È stato un anno di svolta», conferma, «caratterizzato da una crescita a doppia cifra su tutti i principali indicatori economico-finanziari e da un rafforzamento della struttura aziendale». I numeri confermano questa traiettoria: il valore della produzione ha raggiunto 25,3 milioni, +41,8% in 12 mesi, con ebitda di 4,6 milioni (+47,6%) e risultato netto di 2,9 milioni (+85,7%). La marginalità si attesta al 18,3%.
Nonostante alcune criticità legate al ritardo nell’approvazione del Decreto Ferx, che ha comportato lo slittamento di alcune commesse, il gruppo a fine 2025 aveva un portafoglio ordini di 242 Mw, per un valore di 125 milioni, in gran parte già contrattualizzato. A questi si aggiungono 40 Mw acquisiti nel 2026, anche grazie a partnership con operatori internazionali come Nadara. Quanto alle prospettive? «Le crisi geopolitiche, e in particolare la guerra in Ucraina, hanno accelerato l’esigenza del Paese di raggiungere rapidamente gli obiettivi sulle energie rinnovabili», spiega Pulitano.
«Il mix energetico italiano presenta ancora una forte dipendenza da gas e fonti fossili, con effetti diretti sul prezzo dell’energia. Il Pun del 10 aprile si attesta intorno ai 13 centesimi per kWh, contro circa 3,5 centesimi della Spagna, che ha raggiunto questo risultato proprio grazie a una maggiore diffusione degli impianti da fonte rinnovabile. Sul Green Deal esiste molta disinformazione. Porto un esempio che dimostra il contrario di quanto spesso si pensa. Nell’ultima asta Ferx del Gse, per circa 10 Gw di fotovoltaico, gli operatori - tra utilities e Ipp - hanno offerto prezzi ben al di sotto di 6 centesimi per kWh, senza incentivi diretti rilevanti. Si tratta di valori in linea con il Pun ante Covid, che evidenziano come il fotovoltaico sia ormai competitivo.
Parliamo di investimenti privati, non di costi imputabili al Green Deal». In ogni caso è chiaro che «il mix energetico deve necessariamente essere diversificato: fonti come sole e vento non sono programmabili e risentono della stagionalità. Tuttavia, allo stato attuale, il fotovoltaico è la tecnologia più competitiva e più rapida da realizzare: anche impianti di grandi dimensioni possono essere costruiti in pochi mesi.
L’Italia ha fissato obiettivi chiari attraverso il Pniec e, pur con qualche ritardo, ritengo che siano ancora raggiungibili». Le rinnovabili stanno registrando un forte sviluppo nel Sud e nelle isole, grazie a condizioni climatiche più favorevoli. Questo genera però una criticità: il consumo energetico è concentrato al Nord, rendendo necessario un significativo potenziamento della rete. «Terna sta investendo in questa direzione», conclude Pulitano, «ma i tempi di realizzazione rendono questi interventi sempre più urgenti».
La quotazione di Energy Time risale a luglio, in aumento di capitale: 1,56 milioni di azioni collocate a 3,2 euro per azione, per una raccolta di circa 5 milioni e un flottante del 23,81%. La famiglia Pulitano controlla il 76% attraverso il veicolo Keep Calm srl. Il titolo scambia attorno a 4,2 euro, gli analisti di Integrae sim stimano un target di 5,25 euro. (riproduzione riservata)