Orsted A/S, uno dei maggiori gruppi europei produttori di energia pulita, perde il 27% alla borsa di Copenhagen lunedì 11 agosto poco prima delle 10 (-31% la performance da inizio anno). La società danese ha annunciato un aumento di capitale in opzione fino a 60 miliardi di corone danesi (circa 9,4 miliardi di dollari) per sostenere lo sviluppo dei parchi eolici offshore.
L’operazione sarà sottoposta all’approvazione di un’assemblea straordinaria degli azionisti convocata per il 5 settembre e prevede l’emissione di diritti di opzione che consentiranno ai soci di sottoscrivere nuove azioni. Si tratta della decisione più significativa messa in atto dal nuovo amministratore delegato Rasmus Errboe per rafforzare la struttura finanziaria del gruppo, messa sotto pressione dall’aumento dei costi e dei tassi di interesse, fattori che hanno colpito il modello di business della società.
«L’aumento di capitale annunciato oggi rafforzerà la struttura patrimoniale di Orsted e garantirà solidità finanziaria nel triennio 2025-2027», spiega Errboe in una nota. La società ha confermato la guidance sugli utili e pubblicato i risultati del secondo trimestre in anticipo rispetto al previsto.
Per il 2025, Orsted si attende un ebitda compreso tra 25 e 28 miliardi di corone danesi, escludendo proventi da nuovi accordi di partnership e impatti da penali di cancellazione. La guidance per il segmento eolico offshore è stata rivista a neutrale, complice la minore ventosità registrata nei primi mesi dell’anno.
Secondo Jenny Ping, analista di Citigroup Global Markets, «la necessità di raccogliere capitale non sorprende in fondo, considerando il progressivo deterioramento della struttura patrimoniale negli ultimi anni e un mercato sempre più difficile».
Errboe, subentrato alla guida di Orsted all’inizio dell’anno dopo una serie di perdite inattese e la cancellazione di due grandi progetti negli Stati Uniti, ha già annunciato un ridimensionamento della crescita a breve termine, concentrandosi solo sui progetti più redditizi. Orsted ha inoltre ribadito l’intenzione di «ottimizzare» l’organizzazione e ridurre ulteriormente i costi. (riproduzione riservata)