Le politiche energetiche dei paesi occidentali stanno attraversando una nuova fase di trasformazione radicale che vede una crescente attenzione per gli obiettivi di sicurezza energetica, resilienza e sostenibilità economica dei costi dell’energia. Il primo evento catalizzatore di questa nuova fase è stato lo shock energetico sui prezzi del metano a seguito dell’invasione russa dell’Ucraina del febbraio 2022. Il secondo spartiacque sono le politiche energetiche dell’amministrazione Trump negli Usa.
La geopolitica ha un ruolo centrale nelle politiche energetiche dell’Amministrazione Trump, che ha l’obiettivo dichiarato di conseguire la energy dominance attraverso una strategia volta a fare degli Stati Uniti la potenza energetica leader mondiale, aumentando produzione interna di fonti fossili, riducendo vincoli regolatori e promuovendo la rinascita della fonte nucleare.
Come Presidente della società pubblica Rse - società del Gruppo Gse che si occupa di ricerca nel settore energetico - assisto al costante cambiamento rapido e decisamente rivelatorio del nuovo contesto politico-economico con imprenditori, investitori e policy maker americani. La differenza rispetto a due anni fa è signi?cativa.
Il vento della nuova geopolitica dell’energia sta soffiando anche in Europa, e non avrebbe potuto essere altrimenti dato l’impatto sui cittadini e le imprese dello shock energetico del 2022. A livello di singoli Paesi si intravede un deciso cambio di percezione e traiettoria, ad esempio con la possibile reintroduzione della fonte nucleare nel mix energetico di Paesi che ne avevano deciso l’abbandono.
Tuttavia a livello di Unione Europea si fa ancora fatica ad intravedere un deciso cambio di passo verso un approccio meno ideologico e più bilanciato verso gli obiettivi di sicurezza energetica e la prosperità economica. La revisione del regolamento europeo 2023/85 che di fatto escludeva l’utilizzo dei motori endotermici a partire del 2035, modi?ca avvenuta soprattutto grazie all’azione coordinata del governo italiano e della Cancelleria tedesca, è stata certamente un passo avanti. I prossimi mesi saranno certamente cruciali.
Le politiche energetiche italiane pongono una forte attenzione alla sicurezza degli approvvigionamenti, diversificando le fonti e potenziando infrastrutture strategiche. Nel dibattito nazionale è tornata centrale l’ipotesi di reintrodurre la fonte nucleare di nuova generazione come possibile strumento per garantire maggiore sicurezza energetica e stabilità ai prezzi.
A livello europeo il governo Meloni ha inoltre sostenuto a necessità di un approccio pragmatico che valorizzi tutte le tecnologie disponibili, incluse rinnovabili, gas e biocarburanti, in nome della neutralità tecnologica e della sostenibilità economica per famiglie e imprese. Mai come in questo momento il ruolo dell’Italia resta cruciale per il futuro dell’Europa. (riproduzione riservata)
*Presidente Rse