Il 2026 è partito all’insegna del cambiamento per Enel in Argentina, ma i piani restano gli stessi: tutelare gli interessi del gruppo nel Paese, senza la tentazione di uscirne. La prima novità, a conferma delle posizioni del gruppo, è l’arrivo del nuovo country manager Alejandro Quiroga López. L’annuncio è stato dato dallo stesso manager sul suo profilo Linkedin. Quiroga López dopo aver ricoperto diversi incarichi, tra cui quello di direttore di Central Dock Sud e Pluspetrol Energy, è stato membro del comitato direttivo e segretario del consiglio di amministrazione della compagnia energetica statale argentina Ypf.
Ma soprattutto è un esperto in ambito legale e regolatorio. L’ultimo incarico ricoperto prima di approdare in Enel, infatti, è stato quello di capo del regolatorio della società di tlc Claro per Argentina, Uruguay e Paraguay. Un profilo adatto, insomma, alla tutela degli interessi di Enel in un mercato in trasformazione.
La seconda novità è che dal portafoglio asset è uscita la centrale idrolettrica di El Chocón, una delle principali del Paese con i suoi 1.200 Megawatt. La concessione era rimasta affidata in via transitoria alla controllata di Enel oltre la scadenza, in forza di una proroga fino al 31 dicembre 2025. Messa a gara per decisione del governo Milei, è andata a una società locale che ha messo sul piatto oltre 460 milioni di dollari.
Il gruppo Msu, attraverso la sussidiaria Msu Green Energy, ha presentato infatti la migliore offerta per la concessione di El Chocón-Arroyito (che insieme raggiunge 1,418 Megawatt), con un investimento iniziale di 235,7 milioni di dollari, più l’ impegno a garantire altri 230 milioni per interventi di ammodernamento. Ma il prezzo offerto avrebbe sollevato qualche perplessità tra gli analisti, che lo considerano particolarmente generoso, al punto da non garantire il ritorno dell’investimento. Il Wacc insito nell’offerta, ovvero il costo medio ponderato del capitale, sarebbe infatti inferiore al rendimento dei bond argentini. In altre parole, quel prezzo non è ritenuto di mercato.
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Complessivamente la Casa Rosada ha incassato oltre 700 milioni di dollari dal nuovo round di affidamento delle concessioni per i quattro impianti di Alicurá, El Chocón, Piedra del Águila e Cerros Colorados, una cifra superiore alle stime che indicavano incassi per circa 500 milioni di dollari.
Quella di El Chocón era una delle partite aperte per Enel dopo la decisione dell’ad Flavio Cattaneo di rimanere nel Paese sudamericano. La mancata riassegnazione della concessione non sembra aver portato a ripensamenti. Lo si capirà meglio Il 23 febbraio 2026, quando Enel presenterà l’aggiornamento del piano industriale alla comunità finanziaria.
Nel frattempo, l’Argentina ha riservato anche qualche soddisfazione, almeno stando ai conti del primo semestre 2025, che hanno fatto registrare un incremento a due cifre dei ricavi (886 milioni di dollari, +46%) e un balzo dell’ebitda, passato da 32 milioni a circa 170 milioni di dollari. I conti sono tornati all’ utile per 45 milioni di dollari rispetto a una perdita di 39 milioni registrata nel primo semestre 2024. Dopo l’uscita di El Chocón, fanno parte del portafoglio di Enel Argentina cinque controllate, la più importante delle quali è Edesur, società di distribuzione con 2,5 milioni di clienti nell’area sud di Buenos Aires. Seguono Ctm (Compañía de Transmisión del Mercosur) e Tesa (Transportadora de Energía), per l'interconnessione dei sistemi di trasmissione di energia elettrica tra il Brasile e il nord-est dell'Argentina. Completano gli asset Enel Trading Argentina e la più piccola Yacylec, che trasporta l'energia prodotta dalla centrale idroelettrica di Yacyretá. (riproduzione riservata)