Forte crescita degli investimenti a 53 miliardi di euro nel piano 2026-2028 di Enel, di scena al Capital market Day di Milano, lunedì 23 febbraio. Rispetto al piano precedente, l’aumento è di 10 miliardi di euro. Rinforzata anche la politica di remunerazione degli azionisti grazie al programma di buyback. Per l’esercizio 2025 sarà pagata una cedola di 0,49 euro.
Altra novità, il focus geografico che si concentra non più su Paesi core a prescindere, ma su quelli «caratterizzati da contesti stabili» come Europa e Stati Uniti: qui si concentreranno anche eventuali acquisizioni. La solidità raggiunta nel triennio 2023-2025, spiegano dal gruppo, «consente di contare su una flessibilità finanziaria di circa 15 miliardi di euro, da destinare sia all’espansione industriale sia al rafforzamento della politica di distribuzione».
Positiva la reazione del mercato: alle 11 il titolo Enel segna + 5,6% a 9,6 euro.
Nel periodo 2023-2025 il gruppo ha completato il piano di dismissioni avviato nel 2022, riequilibrando la struttura del capitale e portando il rapporto tra indebitamento finanziario netto ed ebitda a 2,5 volte nel 2025.
Il tasso di conversione dell’ebitda in utile netto ordinario ha raggiunto circa il 30%, in aumento di circa 6 punti percentuali rispetto alla media 2020-2022. L’utile netto ordinario per azione è cresciuto in media del 9% annuo dal 2022 fino ai circa 0,69 euro attesi nel 2025, mentre nel triennio sono stati distribuiti circa 15 miliardi tra dividendi e buy-back.
Nel periodo 2026-2028 sono attesi circa 74 miliardi di ebitda ordinario cumulato, di cui oltre il 90% derivante da attività regolate o contrattualizzate, come reti e generazione coperta da accordi di lungo termine o Ppa (Power Purchase Agreement) con durata media di otto anni.
La nuova fase di espansione si fonda su due pilastri: business integrato e reti che si divideranno equamente i 53 miliardi di nuovi investimenti. Nel business integrato sono previsti oltre 26 miliardi di euro, di cui oltre 23 miliardi in Europa (soprattutto Italia e Iberia), Sati Uniti e Canada, e circa 3 miliardi di euro in America Latina (Brasile, Cile e Colombia). In particolare, circa 20 miliardi saranno destinati alle rinnovabili, con un incremento di circa 8 miliardi rispetto al piano precedente. L’obiettivo è aggiungere circa 15 Gigawatt di nuova capacità rinnovabile (9 Gw greenfield e 6 Gw brownfield), portando la capacità installata complessiva a oltre 80 Gw nel 2028, dai circa 68 Gw di fine 2025.
Il nuovo focus green è stato anticipato, il 21 febbraio, da un’operazione negli Stati Uniti, dove ha annunciato un accordo da 1 miliardo con Excelsior Energy Capital per l’acquisto di impianti eolici e solari). Oltre il 75% della nuova capacità sarà costituita da eolico e tecnologie programmabili, inclusi sistemi di accumulo Bess.
Sul fronte commerciale, il gruppo punta ad aumentare la base clienti nel mercato libero (elettricità, gas e fibra) a circa 26 milioni nel 2028, dai circa 23 milioni del 2025. Per le reti sono stanziati oltre 26 miliardi di euro, con una forte concentrazione in Italia (circa il 55%), oltre il 20% in Iberia e quasi il 25% in America Latina. La regulated asset base (Rab) è attesa a circa 58 miliardi nel 2028, rispetto ai circa 47 miliardi stimati per il 2025, con una crescita del 22%.
Per sostenere l’accelerazione degli investimenti, Enel prevede un aumento della leva finanziaria a circa 3 volte, livello comunque inferiore alla media di settore. Il gruppo comunica di aver realizzato con un anno di anticipo le efficienze da 1 miliardo previste dal piano precedente e di puntare ora a ulteriori 700 milioni di euro entro il 2028, attraverso digitalizzazione dei processi, utilizzo dell’intelligenza artificiale e migrazione al cloud del 100% delle applicazioni. Tra i nuovi driver figura il business dei data center: sono già stati identificati otto siti industriali e il gruppo può offrire connessione alla rete e fornitura di energia a lungo termine tramite Ppa.
Sul piano finanziario, Enel prevede che l’eps raggiunga nel 2028 un valore compreso tra 0,80 e 0,82 euro, rispetto ai circa 0,69 euro attesi nel 2025, con una crescita media annua di circa il 6%. In linea con questa dinamica, anche il dividendo per azione dovrebbe aumentare con un tasso di crescita medio annuo di circa il 6% tra il 2025 e il 2028.
«Enel presenta un piano strategico ambizioso e credibile, con una forte accelerazione della crescita grazie all’aumento degli investimenti, brownfield e greenfield, che porteranno all’ulteriore miglioramento del profilo rischio/rendimento del gruppo», è il commento dell’ad Flavio Cattaneo, «Le azioni manageriali intraprese negli ultimi tre anni ci garantiscono oggi una flessibilità finanziaria per investire nei mercati più dinamici dal punto di vista della domanda elettrica. Grazie alla chiara visibilità sui risultati del gruppo e all’esecuzione del nostro programma di share buy-back prevediamo di incrementare ulteriormente la remunerazione degli azionisti, con un utile netto ordinario per azione che supporterà la crescita del dividendo, grazie ai ritorni delle società controllate a livello internazionale».
Nella presentazione agli analisti, il ceo Cattaneo e il cfo Stefano De Angelis hanno analizzato l’impatto del decreto Bollette, che ha aumentato l’Irap a carico degli operatori e introdotto altre misure. L’aumento di 2 punti percentuali dell’addizionale regionale peserà per circa 200 milioni l’anno nel 2026-2027. Si stima che la neutralizzazione dell’Ets sui prezzi elettrici sarà graduale e non produrrà scossoni sul mercato: Enel calcola circa 400 milioni l’anno a partire dal 2027 e sottolinea di essere ampiamente protetta grazie alla struttura commerciale.
Oltre il 90% della produzione rinnovabile, infatti, è già venduta con contratti a prezzo fisso a famiglie e piccole e medie imprese. Nel 2026 circa il 95% dei volumi risulta coperto; la quota scende intorno al 90% nel 2027-2028 per mantenere maggiore flessibilità. Considerando tutte le misure del governo, nel periodo cumulato 2026-2028 gli impatti lordi arrivano a circa 2 miliardi, compensati per circa 200 milioni da azioni di mitigazione, per un effetto netto complessivo di circa 1,8 miliardi sul debito.
Le risorse e la disciplina finanziaria alla base dell’accelerazione della crescita prevista nel piano strategico 2026-2028, secondo Enel offrono visibilità fino al 2030, quando si prevede che la capacità rinnovabile installata continuerà ad aumentare con un cagr di circa il 5% rispetto ai 68 GW del 2025. Attese al 6% la crescita media annua della Rab e dell’eps.
Sul fronte della sostenibilità ambientale, Enel proseguirà con la riduzione delle emissioni dirette e indirette di gas a effetto serra, in linea con l’Accordo di Parigi e con lo scenario di 1,5°C. Si stima che a fine 2025, il gruppo abbia già ridotto le proprie emissioni totali di quasi il 70% rispetto al 2017 ed è già prossimo a raggiungere il target fissato per il 2030. Confermato l’obiettivo di raggiungere zero emissioni nette entro il 2040. (riproduzione riservata)