Enel dovrebbe archiviare il primo trimestre del 2025 con risultati in leggero calo. I conti saranno pubblicati il prossimo 8 maggio. Equita si attende un ebitda ordinario pressoché stabile anno su anno, nonostante il confronto sfavorevole.
Infatti, nei primi tre mesi del 2024 il colosso energetico guidato da Flavio Cattaneo aveva beneficiato di condizioni particolarmente positive in Italia nel segmento retail, di prezzi elevati e di produzioni idro favorevoli. Nonostante questi elementi vengano meno nel primo trimestre di quest’anno, «riteniamo Enel sia stata in grado di compensare grazie al mix di vendite forward, alla performance positiva in America Latina, Nord America e Iberia e alle condizioni ancora sopra le medie stagionali per le produzioni idro», spiega Equita.
Numeri alla mano, nel primo trimestre la Sim si attende un ebitda ordinario a 5,819 miliardi di euro (-1% anno su anno; 5,768 miliardi la stima del consenso e 5,95 miliardi quella di Hsbc), con Iberia (+5%), America Latina (+5%) e Nord America (+36%) che dovrebbero compensare la discesa attesa in Italia: -9% per la minor profittabilità del mercato retail post normalizzazione dei prezzi durante il 2024.
L’utile ordinario è visto scendere del 5% a 1,912 miliardi (1,827 miliardi la stima del consenso; 1,97 miliardi quella di Hsbc) e l’indebitamento finanziario netto aumentare di poco a 56,1 miliardi (55,8 miliardi a fine 2024; 58,153 miliardi la stima del consenso). In particolare, «ci attendiamo un andamento del debito più favorevole rispetto alla stagionalità negativa tradizionale del primo trimestre (pagamento dividendi e circolante in salita, ndr) grazie a un’elevata cash conversion nel periodo, ai minori investimenti del nuovo piano e a 1,1 miliardi di contributo dei nuovi ibridi», precisa Equita.
Guardando avanti, senza gli impatti significativi dalle politiche dei dazi americani (il business di Enel è local for local, esposizione elevata ad attività regolate) e con coperture ormai al 100% sul 2025 e parzialmente sul 2026, per la Sim Enel ha una visibilità elevata sulle stime 2025, a fronte di un bilancio ormai normalizzato con un rapporto debito netto/ebitda a 2,5.
Quindi, considerando la recente performance (-9,5% contro -14,5% dell’indice Ftse Mib da inizio aprile), la valutazione a 9,5 il p/e, 6,3 l’ev/ebitda sul 2026 con uno yield del 7,3% e la potenzialità del buyback atteso nei prossimi mesi, «il titolo Enel può offrire una buona esposizione in questo contesto di mercato e ribadiamo il rating buy e il target price a 7,90 euro», conclude Equita. Prezzo obiettivo che Hsbc ha alzato da 7,80 a 8,10 euro, mantenendo il rating buy. A Piazza Affari il titolo è piatto a quota 6,857 euro.
«Riteniamo che Enel abbia iniziato bene il 2025, con l’ebitda e l’utile netto del primo trimestre che rappresentano, rispettivamente, il 26% e il 29% delle nostre previsioni per l’intero anno, pari a 22,959 miliardi e a 6,871 miliardi», si legge nella nota di Hsbc che aggiunge: «inoltre, la posizione finanziaria di Enel rimane solida. In occasione dei risultati del 2024, l’ad Cattaneo ha ribadito che la società valuterà operazioni di m&a di piccole-medie dimensioni che siano accrescitive, oltre a un buyback di azioni, inclusi quelli delle controllate, come il programma recentemente annunciato dalla spagnola Endesa».
In attesa della guidance della società, Hsbc ha assunto un payout ratio al 2027 dell’80%, che implica un dividendo di 0,57 euro per azione con un rendimento tra il 6% e l’8% nei prossimi tre anni. «Ci aspettiamo una crescita moderata dell’utile netto e le nostre previsioni si collocano nella fascia bassa della guidance di Enel per il 2027. Ma manteniamo», conclude Hsbc, «il rating buy per la solida struttura finanziaria e il profilo di utili resiliente della società». (riproduzione riservata)