Enel ha chiuso i conti del 2025 con un ebitda in lieve crescita a 22,9 miliardi di euro (+2,2%). La riduzione dei margini in Italia, per via dei minori prezzi medi applicati alla clientela retail e alla minore disponibilità delle fonti idroelettriche, è stata più che compensata dal positivo contributo delle attività internazionali. Bene le reti: l’ebitda ordinario di Enel Grids ha raggiunto gli 8,9 miliardi di euro, in aumento di quasi un miliardo rispetto al 2024, grazie alla forte accelerazione degli investimenti messa in atto a partire dal 2023.
Con i dati preliminari diffusi giovedì 5 febbraio, il gruppo guidato dall’ad Flavio Cattaneo conferma le stime sull’utile netto ordinario, previsto lievemente superiore alla parte alta del range di 6,7-6,9 miliardi di euro. Leggera crescita per l’indebitamento finanziario netto, a 57,2 miliardi di euro (+2,5%).
«I flussi di cassa generati dalla gestione operativa hanno sostanzialmente compensato il fabbisogno generato dagli investimenti e dal pagamento dei dividendi», spiegano dal gruppo, aggiungendo che la variazione dell’indebitamento finanziario netto è dovuta anche «al positivo andamento dei tassi di cambio sul debito e al fabbisogno legato all’acquisto di azioni proprie da parte di Enel , Endesa ed Enel Américas. Menzionati anche gli effetti netti positivi derivanti dalle nuove emissioni di prestiti obbligazionari non convertibili subordinati ibridi perpetui.
Il rapporto indebitamento finanziario netto/Ebitda ordinario si attesta a 2,5x, tra i migliori nel settore utility.
Leggero incremento anche per i ricavi, che nel 2025 hanno raggiunto gli 80,4 miliardi di euro (+1,9%). Lo si deve alla vendita di commodity sul mercato wholesale, in un contesto di prezzi medi crescenti rispetto all’esercizio precedente e al miglioramento dei ricavi nelle reti. Questi fattori, spiegano da Enel, «hanno più che compensato gli effetti derivanti dai minori prezzi medi di vendita applicati ai clienti retail residenziali e alle piccole e medie imprese e dalle minori quantità di energia elettrica vendute ai clienti “Top” in particolare in Italia, nonché gli effetti delle minori quantità di energia prodotta da fonti rinnovabili per la minore disponibilità delle risorse, principalmente idrica». Enel ha prodotto complessivamente 186,1 Teravattora di elettricità (erano 191,9 nel 2024), e ne ha venduti 249,9 (273,5 nell’esercizio precedente). (riproduzione riservata)