Lo spread Btp/Bund è poco mosso a quota 72,28 punti base dopo che il Tesoro ha collocato senza problemi 9,5 miliardi di euro spalmati sulle riaperture di due Btp a 5 e 10 anni e sul nuovo Ccteu con scadenza aprile 2035.
Nello specifico, la terza tranche del Btp primo febbraio 2036 è stata assegnata per 2,75 miliardi di euro a un rendimento del 3,44%, il livello più basso da novembre del 2024, rispetto al 3,46% del collocamento di un mese fa. La quinta riapertura del 5 anni febbraio 2031 è stata collocata per 2,75 miliardi a un rendimento lordo del 2,74%, sui livelli di giugno, dal 2,45% di fine ottobre. E il nuovo Ccteu 15 aprile 2035 per 4 miliardi a un rendimento del 2,84%.
Ultimo test della settimana dopo la promozione del rating dell’Italia da parte di Moody’s a Baa2 (outlook stabile) e dopo che il 26 novembre Via XX Settembre ha piazzato Bot semestrali per 7,5 miliardi con un rendimento in aumento al 2,036% dal 2,004% di fine ottobre. Secondo gli esperti di Unicredit, la stagionalità è attesa favorevole fino a metà dicembre per i titoli di Stato italiani e l’appetito per il carry rimane solido, sostenendo lo spread. Il recente upgrade di Moody’s rafforzerà la percezione positiva degli investitori verso Roma.
I rendimenti dei Bund 10 anni continuano a oscillare intorno al 2,7% (2,68% vs quello del Btp 10 anni al 3,40%). I prossimi dati sull’inflazione dell’Eurozona probabilmente saranno in linea con i livelli del mese precedente, prima di un calo previsto nei primi mesi del prossimo anno. Comunque il mercato continua a prevedere nessun taglio dei tassi da parte della Bce.
«Manteniamo una posizione neutrale-positiva sui rendimenti tedeschi, ritenendo che i rendimenti continueranno a muoversi all’interno dell’intervallo osservato negli ultimi mesi, supportando la nostra strategia di mantenere una duration lunga in modo tattico, con rendimenti intorno al livello del 2,7%», prevede Mauro Valle Head of Fixed Income di Generali Asset Management.
Dopo il primo upgrade del rating di credito da parte di Moody’s in oltre 23 anni, lo spread italiano rimane poco sotto 75 punti base: «nelle prossime settimane potremmo vedere un calo a 70 punti base (livello di gennaio 2010, ndr), dato che l’attività di emissione è destinata a diminuire», continua Valle.
Giada Giani, economista senior di Citi per l'Europa, si aspetta altre promozioni perché Moody’s è ancora di un notch sotto i rating di Fitch e S&P, entrambi BBB+. Così vede lo spread calare a 65 punti base nel 2026 dai 75 stimati per fine 2025.
Diversi i suggerimenti operativi. «I portafogli hanno un'esposizione lunga in termini di durate relative, poiché i rendimenti dei Bund sono ancora vicini al livello del 2,7%. L'esposizione ai titoli tedeschi è sottopesata e l'esposizione ai bond dell'Ue è stata moderatamente aumentata», precisa l’esperto.
Invece, «i titoli italiani continuano a essere sovrappesati, rispetto a una significativa sottoesposizione sui titoli di Stato francesi», aggiunge Valle. Mentre l'esposizione a Spagna e Grecia rimane invariata. L'esposizione lungo la curva, conclude, «continua a preferire una posizione lunga sul segmento 5-10 anni e una posizione sottopesata sui titoli a 30 anni». (riproduzione riservata)