Cresce la reputazione Esg delle aziende italiane, anche se a un ritmo più contenuto. Nell’ultima rilevazione dell’Esg Perception Index di Reputation Manager, Intesa Sanpaolo balza in vetta alla classifica, davanti a Terna e A2A, confermando come il mercato premi i progetti concreti e di lungo periodo. Si aggiudicano quarto e quinto posto Unicredit ed Enel.
Nel semestre in esame, che va da ottobre 2024 ad aprile 2025, Intesa si aggiudica un voto medio di sostenibilità pari a 79,7, che diventa 70,42 nel caso di Terna e 70,08 in quello di A2a.
La top 20 è dominata da due settori principali, cioè energy e finance, che mantengono rispettivamente 8 e 6 presenze. Anche se il volume generale di conversazioni online sui brand inclusi nel paniere è diminuito, passando da 7,2 a 6,3 milioni, la percentuale di conversazioni relative alla sfera Esg è salita dal 10 al 12%. Ciò indica che le imprese continuano a focalizzarsi sui temi della sostenibilità come leva comunicativa strategica.
A distinguere le prime tre aziende sul podio sono stati i progetti concreti e misurabili lungo la filiera. Intesa Sanpaolo si è affermata con iniziative ad alto impatto sociale, come il nuovo laboratorio Esg a Genova, un miliardo di euro a sostegno dell’imprenditoria femminile, programmi per le startup e 800 milioni investiti negli ultimi cinque anni contro l’abbandono scolastico. Terna ha puntato sull’innovazione e sulla transizione energetica, con oltre 23 miliardi di investimenti previsti dal Piano Sviluppo 2025, il lancio di un green bond da 750 milioni e la terza edizione del Tyrrhenian Lab. A2a, infine, ha valorizzato il radicamento territoriale, con il Bilancio di sostenibilità di Bergamo, 160 milioni distribuiti alle comunità locali, progetti di recupero Raee e la partnership con Milano Cortina 2026.
L’Esg Global Perception Index è cresciuto dell’11% nel semestre ottobre 2024-aprile 2025. Il trend rimane positivo ma in fase di stabilizzazione, dopo il balzo a tripla cifra (+164%) del periodo precedente. Le prime 20 aziende registrano una media di 61,33 punti, mentre la Top 10 cresce del 19%, trainando l’intero paniere.
Nella Top 20 figurano anche automotive, transport, media & tlc, industry e infrastrutture.
Come ha spiegato il ceo di Reputation Manager Andrea Barchiesi, l'aumento di questi punteggi dimostra che il mercato e il pubblico premiano la coerenza e i progressi concreti e si fanno influenzare di meno dagli «annunci spot». La crescita della reputazione si sta normalizzando, indicando un consolidamento nel tempo della percezione Esg. (riproduzione riservata)