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Ecco perché l’euro digitale serve a tutelare la sovranità monetaria
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Ecco perché l’euro digitale serve a tutelare la sovranità monetaria

di Angelo De Mattia
31 ottobre 2025, 02:00 Ultimo aggiornamento: 07:00

La Bce avvia la fase di sviluppo dell'euro digitale, con l'obiettivo di lanciarlo entro il 2029.

Sta per decollare, da domani, la fase di sviluppo dell'euro digitale con l'obiettivo di avere la nuova forma della moneta unica nel 2029. Il Consiglio direttivo della Bce, riunito a Firenze, non ha, invece, toccato i tassi di interesse di riferimento, mentre mercoledì la Federal Reserve ha ridotto il costo del denaro di 25 punti base.

La Banca centrale americana, pur in presenza di una crescita non asfittica, ha deciso l'abbassamento per l'indebolirsi dell'occupazione e impedirne il peggioramento. Fa parte del mandato duale della Fed - stabilità monetaria e sostegno all'occupazione - mentre la Bce ha solo il compito del mantenimento della stabilità dei prezzi.

L’obbligo dimenticato della Bce

Ma è anche vero che il Trattato Ue prescrive pure che, conseguito il target del 2% che sancisce l'assolvimento, nell'area, del prioritario mandato per la stabilità, la Bce adempia all'obbligo di sostenere le politiche economiche dell'area (e quindi l'occupazione). Oggi, siamo in questa situazione, ma l'Istituto centrale sembra essersi dimenticato di tale prescrizione. È una questione sulla quale sarebbe più che doveroso un chiarimento da parte dei vertici della Banca centrale.

Ora è invece in primo piano il via all'accennato sviluppo dell'euro digitale. Non sono pochi i problemi da affrontare per una forma monetaria certamente a corso legale, ma che non potrà avere pieno valore liberatorio nelle transazioni con il connesso obbligo di non poterla rifiutare per estinguere un debito.

Il regolamento della nuova moneta

Fondamentale sarà il regolamento europeo della nuova moneta da emanare entro il prossimo anno. Non sarà un compito facile riscontrandosi freddezze, per esempio, francesi e tedesche. Non va trascurato, però, che il governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta, nel discorso pronunciato in occasione della Giornata del Risparmio, ha dedicato un ampio spazio alle diverse forme di digitalizzazione dei pagamenti che si sviluppano a prescindere dall'euro digitale.

Si potrebbe quasi dire che, se dovessero sopravvenire ritardi od ostacoli per l'euro digitale, ancor più importanti diverrebbero gli interventi per la regolamentazione di quest'altro comparto. Comunque, il prius decisionale, come indicato dal governatore pure nel suddetto discorso, sarà la complementarità dell'euro digitale al contante cartaceo e ai mezzi di pagamento privati.

Da ciò scaturisce una serie di conseguenze, a partire dai costi e dalla liquidità dei sistemi bancari, argomenti affrontati dal presidente dell'Abi, Antonio Patuelli il quale successivamente, nel Salone dei pagamenti, ha sostenuto l'esigenza di nuove regole a fronte della diffusione di nuovi sistemi tecnologici di pagamento, come riportato ieri su queste colonne.

Un’occasione per rivedere i compiti della Bce

Se, tuttavia, si guarda al progetto dell'euro digitale come a una innovazione necessaria anche per la tutela della sovranità monetaria, a fronte dello sviluppo, per esempio delle criptovalute nella forma delle stablecoin che cominciano a essere impiegate pure come mezzo di pagamento, allora le ragioni di un impegno collettivo per l'introduzione della versione digitale dovrebbe essere scontato.

Piuttosto questa innovazione potrebbe essere impiegata anche per rivedere i compiti della Banca centrale con riferimento all'emissione e circolazione della moneta, al sistema di pagamenti, alla politica monetaria c'è alla Vigilanza bancaria. In ogni caso, il lavoro sul piano dell'informazione e della comunicazione per l'introduzione dell'euro digitale dovrà essere enorme e coinvolgere in pieno le Banche centrali nazionali che, del resto, diedero buona prova in questi versanti in occasione dell'introduzione dell'euro cartaceo.

In definitiva, si potrebbe dire che sarà una prova del contributo allo slancio auspicato dal capo dello Stato, Sergio Mattarella, per l'intera Unione perché non cada nell'irrilevanza, se si riuscirà a portare a termine fruttuosamente, il lavoro che inizia domani per lo sviluppo del progetto dell'euro digitale. (riproduzione riservata)



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