È la società pioniera di un nuovo modello, quello del co-living, ed è una bella storia di una ormai ex startup italiana diventata la realtà europea più importante del settore. DoveVivo è infatti oggi un’azienda che ha attirato l’attenzione internazionale, tanto da spingere un fondo francese a fare da capofila per un investimento in fundraising da 72 milioni di euro.
La missione di DoveVivo è la gestione di immobili o appartamenti attraverso contratti di affitto di lungo termine con privati, casse di previdenza, assicurazioni, fondazioni e sgr immobiliari. L’obiettivo è puntare sulla locazione a studenti e giovani lavoratori posizionandosi su una fascia medio-alta del mercato, esplorando le opportunità offerte dal Proptech. È la risposta moderna, imprenditoriale ed efficiente all’enorme domanda di alloggi fuorisede, un mercato potenziale ancora in larga parte da esplorare. Nato nel 2007, il gruppo gestisce oggi un portafoglio di 1.300 immobili, 7 mila posti letto e 250 mila metri quadri complessivi in nove città italiane, con un progetto di espansione all’estero e l’imminente sbarco in altri due mercati.
DoveVivo offre ai proprietari un servizio importante in termini di investimento, con una gestione immobiliare che crea valore, riducendo al minimo rischi e oneri. Allo stesso tempo, garantisce ai clienti finali, che costituiscono una community di migliaia di studenti e giovani lavoratori fuorisede, una risposta professionale, trasparente e affidabile. «Siamo il più grande player di co-living in Italia ed Europa», spiega Valerio Fonseca, amministratore delegato e fondatore di DoveVivo, con un passato in Tamburi Investment Partners e in sgr. «Prendere una stanza singola costa di meno, ma non c’è solo questo, è anche un valore sociale, è una scelta di vita quella di condividere la casa con altri. Abbiamo avuto un fatturato di 30 milioni nel 2019, puntiamo a superare i 45 milioni nel 2020 e i 160 nei prossimi quattro anni. Siamo tra le mille aziende con maggiore crescita in Europa. In un mondo come quello dell’immobiliare, estremamente conservatore, siamo riusciti a fare qualcosa di nuovo investendo molto in innovazione e tecnologia digitale, il cosiddetto Proptech, per esempio attraverso una app che fornisce servizi e informazioni ai proprietari, ai clienti e agli amministratori di condominio, consente di procedere alla prenotazione online, gestire il check-in e il checkout, i pagamenti, gli interventi di manutenzione, anche con l’opzione della firma digitale, oppure fare una visita virtuale dell’appartamento. Questo non significa che l’esperienza digitale sostituisca il contatto umano, è chiaro che il segreto è tenere insieme la tecnologia e la cura della persona».
Il lavoro di DoveVivo ha un impatto anche sul miglioramento del decoro urbano e inizia anche a incidere sulle pianificazioni strategiche dell’immobiliare. «Oggi trattiamo anche interi edifici cielo-terra residenziali con una progettazione mirata sulle nostre esigenze. Bisogna capire che quello di cui parliamo è un mercato importante dal grande potenziale e riguarda circa un milione e mezzo di persone con circa 700 mila studenti universitari fuorisede e 800 mila lavoratori che hanno bisogno di soluzioni in condivisione». L’emergenza Covid-19 e il lockdown non hanno determinato un contraccolpo sul business. «Noi non facciamo short-term, non abbiamo una clientela composta da turisti e abbiamo una notevole solidità finanziaria. La crisi, poi, spesso si può trasformare in un’opportunità di crescita e chi, come noi, è solido e ha soluzioni di qualità può anche allargare la distanza con i competitor». (riproduzione riservata)