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È la Vigilia di Natale e tu in quale albero dei capricci ti riconosci?

In quello scintillante che pesa più carati che rami? In quello eco-chic e tutto riciclato? Oppure nella versione nude-look da venerare come un dogma di design?

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Lo sfoggio dei carati

È la Vigilia di Natale e tu in quale albero dei capricci ti riconosci?

C’è chi mette le luci, chi le candele, chi nulla. E poi c’è chi mette i diamanti. Lo scettro di albero tradizionale più costoso del mondo se lo stanno ancora contendendo il Kempinski Hotel Bahia di Marbella, in Spagna, con il Christmas-tree della designer Debbie Wingham, tempestato di gioielli di Bulgari, Cartier, Van Cleef & Arpels e Chanel, per 14 milioni di euro stimati. E quello dell’Emirates Palace Mandarin Oriental di Abu Dhabi con il suo alberello alto 13 metri, con appesi: diamanti, zaffiri, rubini e smeraldi, per un totale di 8 milioni di euro di sfoggio natalizio. Replicabile a casa? Sì, ma meglio sostituire i gioielli di famiglia con cristalli Swarovski .

L’elogio dell’abete che non c’è

È la Vigilia di Natale e tu in quale albero dei capricci ti riconosci?

C’è chi parlerebbe di lusso della sottrazione. Chi di un colpo di genio da guru del design. E chi, invece, chiederebbe un reso immediato. Sta di fatto che da quando il progettista britannico sir Jonathan Paul Ive, ex chief design officer di Apple, e il collega Marc Newson si sono presentati al Claridge's hotel, di Londra, con un albero disegnato da loro senza luci, senza palline, solo una struttura geometria essenziale (e pare pure abbastanza bruttina), è scoppiata la glorificazione dell’albero disadorno, minimalista, possibilmente elicoidale. Da indicare agli amici con un’alzata di spalla e una frase pseudo colta, tipo: «il Natale è nudo».

La cera delle vanità

È la Vigilia di Natale e tu in quale albero dei capricci ti riconosci?

Nel salotto dell’ultima ecotribe, l’albero di Natale è un delitto d’antan. Al suo posta ora troneggia un secchio rigenerato, lucido come un peccato minore, riempito di candele monastiche riciclate con zelo. La fiamma serve a illuminare la virtù esibita, e anche gli ospiti sono invitati ad annuire, fieri della propria rinuncia, mentre sotto i loro occhi il rito più antico si trasforma in un catalogo di buone intenzioni compostabili. Eppure, in quell’altare domestico, il lusso non è la cera: è la vanità.

Illustrazione di Chris Burke

(riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 24/12/2025 09:00
Ultimo aggiornamento: 24/12/2025 09:00
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